MEDIO ORIENTE. L’Iran promette dura vendetta, con 350 tra droni e missili

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«A partire dalle prime ore del mattino del 13 aprile era chiaro che le promesse iraniane di attaccare Israele questa volta sarebbero state ottemperate direttamente da Teheran e non per mano di terzi. Alle 00:22 ore italiane del 13 aprile ai giornalisti Reuters nella città  irachena di Bassora sarebbe stato detto che la città  si stava preparando a far sorvolare l’area popolata i missili balistici iraniani. Nel pomeriggio dello stesso giorno ore 16:11 italiane Il comandante iraniano generale Amir Ali Hajizadeh annuncia: “Non abbiamo bombe nucleari, ma le nostre testate missilistiche sono sufficienti per distruggere Israele più volte”. Sempre nel pomeriggio dello stesso giorno Il sistema di guerra elettronica Avtobaza-M di fabbricazione russa è stato avvistato nella capitale iraniana Teheran, questi pochi esempi, senza riportare quanto riportato da Stati Uniti e Israele, i tentativi di mediazione falliti, ha portato alla deduzione che l’attacco era imminente: questione di ore».

Così si apre la nostra analisi a caldo degli eventi che hanno tenuto con il fiato sospeso il mondo intero: l’attacco di Teheran verso Israele. Era la prima volta in assoluto che l’Iran attaccava “l’entità sionista” come viene sprezzamente definito lo stato d’Israele dai vertici iraniani, che non lo riconoscono come realtà statale. 

Con un’approfondita ricerca ed analisi di notizie e informazioni avvenuta mentre l’attacco veniva lanciato e respinto, i ricercatori di Agc forniscono una lettura dietro le quinte dell’Operazione Vera Promessa che consente di inserire in un quadro organico le informazioni, le diverse “strane alleanze” momentanee, viste nell’imminenza dell’attacco e nel suo svolgersi, la propaganda, le bufale messe in rete per un pubblico interno ed esterno, da un lato e dall’altro, ma soprattutto per non “perdere la faccia” nei confronti del fronte interno e così via. Uno scenario complesso che si è dipanato in poche convulse ore e le cui conseguenze verranno vissute da tutti noi, in uno scenario mediorientale molto cambiato dalla mattina del 14 aprile. 

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Redazione