MASSMEDIA. La censura turca oscura due televisioni

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Due canali televisivi in Turchia sono stati colpiti da oscuramenti per cinque giorni e dalla minaccia di una sospensione permanente, in una mossa condannata dalle organizzazioni per la libertà di stampa.

Stando a Middle East Eye e The Turkish Minute, il Consiglio Supremo della Radio e della Televisione, Rtuk, ha posto i divieti su Halk TV e TELE 1, due stazioni televisive che spesso hanno opinioni critiche nei confronti del governo.

İlhan Taşçı, membro di Rtuk, ha twittato la decisione mercoledì, dicendo che gli spettatori che si sintonizzano sui canali «vedranno solo schermi neri» per cinque giorni. Ha aggiunto che le due emittenti perderanno completamente le loro licenze di trasmissione se saranno oscurate di nuovo in futuro. La settimana scorsa è stata avviata un’indagine su TELE 1, dopo che un conduttore televisivo ha criticato il sultano ottomano Abdulhamid II, che ha governato dal 1876 al 1909.

L’anchorman Merdan Yanardağ ha accusato l’ex sovrano di reprimere i progressisti e i riformisti dell’Impero Ottomano nel XIX secolo e lo ha descritto come «uno spregevole dittatore schiavo dell’imperialismoı». L’eredità di Abdulhamid II è oggi molto controversa in Turchia. È lodato dal Presidente Recep Tayyip Erdoğan e dai suoi sostenitori come un forte sovrano pan-islamico che ha tentato di salvare il decadente Impero Ottomano, ma la sinistra e i laici denunciano la sua repressione del parlamento ottomano e i tentativi di riforme liberali, così come i massacri di assiri e armeni avvenuti sotto il suo governo.

La decisione della Rtuk è stata duramente criticata dal Comitato per la protezione dei giornalisti, Cpj: «Il Consiglio Supremo della Radio e della Televisione non dovrebbe funzionare come strumento di censura per il governo, e la Turchia dovrebbe imparare a tollerare l’esistenza di qualsiasi voce critica lasciata dai media radiotelevisivi», ha detto Gulnoza Said, coordinatore del programma Cpj per l’Europa e l’Asia centrale; «Halk TV e TELE1 sono due emittenti ancora pro-opposizione in un panorama mediatico che è diventato prevalentemente filo-governativo. La loro presenza è vitale per la pluralità dei media in Turchia».

Tommaso dal Passo