
Il Marocco ha incriminato più di 2.400 persone per le recenti proteste guidate dai giovani, sfociate in violenza, una risposta radicale ad alcune delle più grandi manifestazioni antigovernative del Paese degli ultimi anni.
Dei 2.480 accusati, 1.473 rimangono in custodia cautelare in attesa di processo. Le accuse includono ribellione armata, insulti e uso di violenza contro un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni e istigazione a commettere reati gravi, riporta AP.
Le manifestazioni hanno colto il Marocco di sorpresa dopo che un movimento guidato dai giovani chiamato Gen Z 212 ha mobilitato migliaia di persone in tutto il Paese per protestare contro lo stato dei servizi pubblici. Il movimento, organizzato su piattaforme di social media come Discord, ha criticato la spesa pubblica per le infrastrutture destinate a ospitare eventi sportivi, trascurando i servizi sociali. Dopo Nepal e Madagascar, anche il Marocco è stato teatro di queste proteste caratterizzate ancora una volta da un massiccio uso dei social media in fase organizzzativa e gestionale.
Sebbene gli organizzatori abbiano esortato a manifestazioni pacifiche, le proteste sono diventate violente in alcune città e paesi, provocando tre morti, molti feriti e danneggiando negozi e automobili. I gruppi per i diritti umani hanno criticato l’approccio autoritario delle autorità nei confronti dei manifestanti, ma il pubblico ministero ha affermato che gli interventi sono stati eseguiti legalmente.
L’ondata di arresti ha allarmato i gruppi per i diritti umani ed è diventata un ulteriore grido di battaglia per i dimostranti, che durante le recenti proteste hanno esposto cartelli in segno di protesta per gli arrestati per aver partecipato alle proteste. L’Associazione Marocchina per i Diritti Umani ha denunciato gli arresti definendoli casuali, mentre Gen Z 212 ha chiesto il rilascio di tutti i detenuti coinvolti nelle proteste.
Più di 400 persone sono state condannate, con pene che vanno da uno a 15 anni; 34 persone sono state assolte da tutte le accuse.
Tommaso Dal Passo
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