MAR CINESE MERIDIONALE. Pechino potenzia il suo SIGINT contro gli USA 

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Pechino sta trasformando il Mar Cinese Meridionale in uno spazio di battaglia elettronico decisamente a suo favore. Questo mese, l’Asia Maritime Transparency Initiative (AMTI) ha riferito che la Cina ha silenziosamente ampliato la sua infrastruttura di guerra elettronica e sorveglianza nelle sue basi artificiali nelle contese isole Spratly. 

I potenziamenti, implementati tra il 2023 e il 2025, rafforzano la capacità della Cina di monitorare e contrastare le attività nel Mar Cinese Meridionale, riporta AT.

Le immagini satellitari mostrano nuovi array di antenne e veicoli mobili per la guerra elettronica dispiegati sulle barriere coralline di Fiery Cross, Mischief e Subi. Sono stati installati almeno sei siti pavimentati con antenne monopolari, ciascuno orientato verso il mare. Le strutture sembrano collegate a sistemi di jamming montati su veicoli progettati per colpire specifiche bande elettromagnetiche. A Subi Reef, nel 2025 è stato costruito un rifugio coperto per ospitare le unità, mentre Mischief Reef ospita cinque veicoli collegati a sistemi fissi.

Ulteriori aggiornamenti includono una piattaforma circolare in cemento a Mischief Reef, per un rapido dispiegamento delle antenne, e due nuovi radome a Subi Reef, che rispecchiano le precedenti installazioni su Fiery Cross e Mischief. Questi radome forniscono una copertura sovrapposta di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR). La Cina ha anche costruito postazioni costiere fortificate a Mischief Reef, in grado di ospitare artiglieria o armi mobili.

Delineando la minaccia che le capacità di guerra elettronica della Cina rappresentano per gli Stati Uniti e i suoi alleati nel Mar Cinese Meridionale e nello Stretto di Taiwan, un rapporto del novembre 2025 della Commissione di Revisione Economica e della Sicurezza USA-Cina (USCC) afferma che queste capacità prendono di mira le reti che costituiscono il sistema nervoso delle operazioni militari statunitensi.

Il rapporto rileva che l’Esercito cinese ha migliorato la sua capacità di interrompere, degradare o paralizzare i sistemi di ricognizione, comunicazione e puntamento statunitensi, minando la connettività e la consapevolezza situazionale da cui dipendono le moderne forze armate statunitensi.

Vi si afferma poi che le risorse di guerra elettronica della Cina potrebbero compromettere l’accesso degli Stati Uniti ai satelliti e ai sensori in rete sia in tempo di pace che in tempo di conflitto, aggiungendo che questi progressi costituiscono un elemento fondamentale della strategia di contro-intervento cinese volta a limitare l’efficacia militare statunitense nell’Indo-Pacifico.

Il South China Morning Post  ha riportato nel dicembre 2024 che il piano di guerra elettronica cinese per un conflitto nel Mar Cinese Meridionale si concentra sulla paralisi dei gruppi d’attacco delle portaerei della Marina statunitense, prendendo di mira i suoi sensori e sistemi di condivisione dati più critici.

Secondo il rapporto, tra gli obiettivi prioritari figura il radar phased array AN/SPY-1 sulle navi Aegis, vulnerabile a interferenze, falsi segnali generati dai droni e saturazione del rumore. Il rapporto afferma inoltre che la Cina mira a interrompere il ruolo di coordinamento dell’intera flotta dell’E-2C Hawkeye e a sfruttare i transponder di segnale statunitensi per infiltrarsi o sovraccaricare la rete della Cooperative Engagement Capability (CEC). Il rapporto sottolinea che, interrompendo i collegamenti wireless e degradando i dati di puntamento condivisi, la Cina cerca di accecare il gruppo di portaerei e minare la sua architettura integrata di difesa aerea.

Nel luglio 2024, sempre SCMP ha riferito che la Cina ha utilizzato la guerra elettronica nel Mar Cinese Meridionale dispiegando radar in rete e sensori navali basati sull’intelligenza artificiale che hanno neutralizzato le tattiche di disturbo dell’EA-18G Growler della Marina statunitense.

VI si afferma che le navi da guerra cinesi, tra cui l’incrociatore Type 055 Nanchang, hanno integrato i dati provenienti da più radar e mantenuto comunicazioni ad alta velocità su tutta la flotta per resistere al rumore generato dal Growler, ai falsi bersagli e alle interferenze elettricheAttacchi elettromagnetici. Aggiunge che, collegando le navi in ​​una “rete di distruzione” integrata, l’Esercito Popolare di Liberazione ha contrastato il jamming statunitense, ha mantenuto l’aggancio radar su risorse chiave statunitensi e ha persino avanzato aggressivamente per bloccare un gruppo di portaerei. Aggiunge inoltre che i comandanti cinesi hanno riferito che il radar di Nanchang ha funzionato normalmente nonostante i tentativi di jamming statunitensi, costringendo aerei e navi statunitensi a ritirarsi.

A livello strategico, le capacità di guerra elettronica della Cina nelle sue aree occupate nel Mar Cinese Meridionale contribuiscono a proteggere il suo arsenale nucleare marittimo. Il completamento di grandi avamposti nelle Spratly consente alla Cina di costruire un “sistema di ricognizione e difesa relativamente completo” a supporto delle operazioni SSBN nascoste nelle complesse acque della regione. 

In contrasto con i progressi della Cina nella guerra elettronica, il Generale John Caine, in risposta alle domande politiche poste dalla Commissione per le Forze Armate del Senato degli Stati Uniti nell’aprile 2025, ha affermato che le forze congiunte statunitensi non sono adeguatamente protette dagli attacchi di guerra elettronica avversaria. Egli osserva che gli Stati Uniti hanno “perso un po’ di memoria muscolare” dopo decenni di operatività in uno spettro permissivo e che avversari quasi pari come la Cina hanno rapidamente migliorato le loro capacità di guerra elettronica.

Luigi Medici 

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