MAR CINESE MERIDIONALE. Pechino ingrandisce la sua base

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La Cina ha “recuperato” più terra a Woody Island, il suo principale avamposto nella parte settentrionale del Mar Cinese Meridionale, e sta fortificando la costa dell’isola contro l’erosione, secondo nuove immagini satellitari e documenti del governo cinese.

Come riporta Radio Free Asia, questo sforzo indica l’impegno della Cina a mettere in sicurezza le sue basi insulari contro le condizioni ambientali estreme del Mar Cinese Meridionale, dove le sue ampie rivendicazioni territoriali e marittime sono contestate dai suoi vicini.

Woody Island è la più grande “caratteristica naturale terrestre” che la Cina occupa nel Mar Cinese Meridionale. L’isola, situata nelle Paracel, ospita la città di Sansha e ospita le forze dell’Esercito Popolare di Liberazione. La Cina ha creato Sansha nel 2012 per amministrare le isole Paracel e Spratly, Macclesfield Bank, Scarborough Shoal, e le loro acque circostanti – anche se queste sono aree contestate da diversi altri governi della regione.

Da allora, la Cina ha notevolmente ampliato Woody Island e migliorato le infrastrutture dell’isola, ampliando il suo porto originale, completando un nuovo porto, e realizzando una significativa bonifica lungo la sua costa settentrionale. Questa attività fa parte della più ampia campagna di bonifica della Cina nel Mar Cinese Meridionale, che ha visto anche la costruzione di enormi isole artificiali nelle isole Spratly più a sud.

Anche se la bonifica cinese è stata in gran parte completata nel 2017, i nuovi documenti testimoniano che i lavori vi continuano. Mostrano che la città di Sansha ha lanciato la prima fase di un “progetto di ristrutturazione e restauro costiero” sull’isola alla fine del 2018, invitando le aziende a presentare offerte per contratti di rilevamento e pianificazione.

Hanno vinto la gara la China Non-Ferrous Metals Industry Xi’an Survey and Design Research Institute Company Limited. La China Communications Construction Company Water Transport Planning and Design Institute Company Limited ha vinto il contratto di pianificazione. Entrambe le società sono filiali di imprese statali.

Secondo una valutazione dell’impatto ambientale del febbraio 2019, le autorità locali hanno pianificato di effettuare lavori su 2.159,1 metri di costa sul lato nord dell’isola Woody. Secondo quanto riferito, avevano intenzione di costruire 336,9 metri di dighe, un molo di sabbia di 55 metri, quattro bracci di 40 metri e 1.822,2 metri di rivestimento. Un altro documento d’offerta del marzo 2019 fornisce specifiche leggermente diverse.

Nel maggio 2019, la città di Sansha ha firmato un contratto di “esperimento di modello fisico” con il Tianjin Research Institute for Water Transport Engineering del Ministero dei Trasporti. Il documento di offerta per questo contratto suggerisce che l’istituto era responsabile della modellazione dell’erosione della linea di riva su Woody Island a sostegno dei lavori di ristrutturazione e restauro della città.

Il documento specifica che l’aggiudicatario avrebbe simulato le onde che si infrangono sulla barriera corallina di Woody Island e le perdite di trasmissione in condizioni estreme di mareggiata, tra gli altri esperimenti.

L’investimento nel proteggere Woody Island dagli elementi riflette la sua importanza strategica per la Cina. La sua infrastruttura supporta la Marina, la Guardia Costiera e le operazioni della milizia marittima. Le Paracel sono contese tra Cina, Vietnam e Taiwan.

Il lavoro sulla costa di Woody Island sembra destinato a continuare nel 2021. La città di Sansha ha firmato un altro contratto di pianificazione per la fase uno del progetto con la Cccc Water Transport Planning and Design Institute Company Limited nell’agosto 2020. Inoltre, il fatto che la città abbia iniziato una “fase uno” suggerisce che la città potrebbe lanciare successive fasi di lavoro.

Gli attuali sforzi della città di Sansha per fortificare la costa dell’isola di Woody contro l’erosione fanno parte di una spinta più ampia per garantire la vitalità a lungo termine degli insediamenti della Cina nel Mar Cinese Meridionale.

Tommaso Dal Passo