MAR CINESE MERIDIONALE. Pechino cerca la cooperazione dell’ASEAN

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Il ministro della Difesa cinese si è impegnato a lavorare con le nazioni del Sudest asiatico per salvaguardare la pace e la stabilità nel Mar Cinese Meridionale, in vista dei colloqui con 17 stati della regione, Stati Uniti compresi.

Il generale Wei Fenghe ha fatto le sue osservazioni in un incontro virtuale con i vertici della difesa dell’Asean, nel tentativo di stabilizzare le relazioni con i vicini della Cina, mentre la rivalità con gli Stati Uniti si intensifica sulle acque controverse.

Pechino ha fatto pressioni per finalizzare i negoziati con i 10 membri dell’Asean su un codice di condotta nel Mar Cinese Meridionale iniziato nel 2002, ma si è arenata per l’insistenza della Cina sull’esclusione degli Stati Uniti.

Il generale Wei Fenghe ha fatto le sue osservazioni in un incontro virtuale con i capi della difesa dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico, mercoledì, nel tentativo di stabilizzare le relazioni con i vicini della Cina mentre la rivalità con gli Stati Uniti si intensifica sulle acque controverse.

«La Cina è pronta a lavorare con l’Asean per costruire una comunità più vicina con un futuro condiviso tra le due parti», ha detto Wei, ripreso da Xinhua.

L’incontro tra i membri di Asean e altre otto nazioni è stato il primo incontro tra Wei e il segretario della difesa statunitense Christopher Miller, nominato il mese scorso dopo la sconfitta elettorale del presidente Donald Trump, riporta Scmp.

Temi dell’incontro la cooperazione militare, la risposta al coronavirus e la disputa del Mar Cinese Meridionale. Accanto ai paesi Asean hanno partecipato membri della Difesa di Giappone, Australia, India e Russia. Quest’anno l’Asean ha assunto un ruolo di primo piano nell’agenda diplomatica di Pechino, soprattutto alla luce del confronto tra Cina e Stati Uniti nell’area.

Yang Jiechi, il principale collaboratore del Presidente Xi Jinping in politica estera, ha affermato la scorsa settimana sul Renmin Ribao che il consolidamento dei legami con i paesi vicini sarebbe stato un punto focale per la diplomazia post-pandemica, insieme alla gestione delle relazioni con gli Stati Uniti.

Il Global Times poi riportava che Pechino si stesse preparando per “l’atto finale della follia” di Trump prima dell’entrata in carica del presidente eletto Joe Biden il mese prossimo, riferendosi alle potenziali azioni del leader uscente degli Stati Uniti per alimentare le tensioni con la Cina.

L’amministrazione Trump ha infatti anche intensificato la cooperazione economica e militare con i Paesi del Sudest asiatico, cercando di costruire una coalizione internazionale per sfidare le estese rivendicazioni della Cina nel Mar Cinese Meridionale. Washington ha espresso pubblicamente il suo sostegno ai rivali della Cina, tra cui Vietnam, Filippine, Brunei e Malesia. Miller ha visitato le Filippine e l’Indonesia questa settimana prima di avere un incontro virtuale separato con i suoi omologhi dell’Asean.

Dalle colonne del Philippine Star, Miller ha accusato la Cina di sfruttare le vulnerabilità di altri Paesi creare dalla pandemia del coronavirus per far progredire i suoi interessi nella disputa. L’ambasciatore cinese nelle Filippine ha respinto l’accusa e ha reagito alle “azioni provocatorie” di Washington.

Antonio Albanese