MAR CINESE MERIDIONALE. Giacarta invia navi militari nelle Natuna contro Pechino

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L’ambasciata cinese a Giacarta ha ammonito i suoi cittadini ad essere vigili, in mezzo alle crescenti proteste anti-Cina in Indonesia e al confronto tra i due Paesi nel Mar Cinese Meridionale. In un avviso emesso il 6 gennaio, l’ambasciata ha detto: «I cittadini e le organizzazioni cinesi in Indonesia dovrebbero aumentare la consapevolezza e intensificare le misure di sicurezza, osservando da vicino le situazioni locali ed evitando i luoghi affollati».

Senza specificare, l’ambasciata ha detto che la nota è stata emessa sulla scia delle crescenti proteste nel paese.

In vigore fino alla fine di gennaio, l’avviso è stato emesso dopo una quindicina di giorni in cui i rapporti tra Cina e Indonesia si sono fatti difficili, dopo che decine di pescherecci cinesi, scortati da navi della guardia costiera, sono entrati in acque della zona economica esclusiva dell’Indonesia al largo delle coste delle isole Natuna, riporta Scmp

Giacarta ha detto che le navi cinesi si sono rifiutate di allontanarsi dopo la comunicazione via radio. Il ministero degli Esteri indonesiano ha convocato l’ambasciatore cinese a Giacarta e ha emesso una protesta. Pechino ha insistito sul fatto che le acque del Natuna sono una zona di pesca tradizionale per le imbarcazioni cinesi, e ha detto che le navi della guardia costiera stavano effettuando un «normale pattuglia per mantenere l’ordine». La Cina rivendica come suo territorio oltre l’80% del Mar Cinese Meridionale, ma i suoi vicini e gran parte del mondo dicono che tali rivendicazioni non hanno alcuna base legale.

Il ministero degli Esteri cinese ha detto che le due parti dovrebbero risolvere le controversie attraverso il dialogo. Ma con una dichiarazione insolitamente forte, il presidente indonesiano Joko Widodo ha detto che «non ci sono negoziati» sulla sovranità. L’Indonesia sta inviando altre navi da guerra e pescherecci, che trasportano circa 120 pescatori dall’isola di Giava, alle isole Natuna per difenderle dalle navi cinesi, secondo il ministro della Sicurezza dell’Indonesia, Mahfud. 

L’ultima frizione ha ulteriormente aumentato le tensioni tra Cina e Indonesia che erano già state elevate negli ultimi mesi. Ci sono state proteste in Indonesia, il più grande Paese a maggioranza musulmana del mondo, per chiedere la fine dell’internamento degli uiguri, nella regione dello Xinjiang, all’estremo ovest cinese.

Lucia Giannini