MAR CINESE MERIDIONALE. E se la Terza guerra mondiale scoppiasse sul mare? 

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Una nuova legge sula sicurezza cinese, che entrerà in vigore il 15 giugno 2024 e che prevede l’arresto di cittadini stranieri che si avventurano nelle acque che sostiene essere sue nel Mar Cinese Meridionale, potrebbe essere la scintilla per uno scontro militare diretto con gli Stati Uniti. 

Negli ultimi mesi si sono intensificati gli incidenti violenti tra le Filippine, alleate degli Stati Uniti, e la Cina. Durante il recente Shangri-la Security Dialogue di Singapore, il presidente filippino Ferdinand Marcos Jr ha dichiarato: “Se un cittadino filippino è stato ucciso con un atto intenzionale, ciò è molto vicino a quello che definiamo un atto di guerra. È una linea rossa? Quasi certamente”, riporta AT

Dal 15 giugno, qualsiasi arresto effettuato in base all’applicazione della nuova legge da parte della Cina sarà probabilmente effettuato sotto la minaccia delle armi, aumentando il rischio di un incidente mortale. Marcos Jr ha definito l’applicazione della legge da parte della Cina una “escalation” nell’area.

Se Manila fosse costretta a invocare il suo trattato di mutua difesa per l’assistenza americana, non sarebbe difficile immaginare che le navi della guardia costiera cinese si troverebbero a dover affrontare le navi da guerra statunitensi che attualmente pattugliano la regione per imporre la libertà di navigazione.

L’Amministrazione Biden dovrebbe probabilmente rispondere affermativamente in tal caso, altrimenti creerebbe preoccupazioni negli alleati, Nato inclusa. 

Il segretario alla Difesa statunitense Lloyd Austin ha dichiarato allo Shangri-la Dialogue di Singapore che “nonostante questi scontri storici in Europa e nel Medio Oriente, l’Indo-Pacifico è rimasto il nostro teatro operativo prioritario”.

A sua volta, il generale cinese Jing Jianfeng ha risposto che la strategia indo-pacifica degli Stati Uniti era intesa “a creare divisione, provocare confronto e minare la stabilità”.

In quest’ottica qualsiasi richiesta di assistenza militare statunitense da parte delle Filippine sarebbe vista positivamente a Washington, probabilmente ottenendo uno schiacciante sostegno bipartisan da parte di Democratici e Repubblicani al Congresso. Inoltre, il Regno Unito dispone di importanti risorse navali dispiegate nel Mar Cinese Meridionale, e potrebbe rivelarsi un utile alleato in scenario.

Le improvvise elezioni britanniche per il 4 luglio, data cruciale per gli States, sono state annunciate con la proposta per il ripristino del servizio militare obbligatorio, Servizio Nazionale, apparentemente in preparazione alla guerra, in Europa o nell’Indo-Pacifico.

A parte il terremoto finanziario ed economico globale che ne deriverebbe si può ipotizzare che gli Usa vogliano limitare ad un solo teatro: quello marittimo del Mar Cinese Meridionale, sull’esempio della Guerra di Corea e di altri conflitti di quel periodo tra i due blocchi.

Le tensioni nel Mar Cinese Meridionale, a Taiwan, si stanno intensificando di pari passo con la guerra commerciale sino- americana. 

Senza tener in conto delle accuse Usa, non provate, di forniture militari cinesi a Mosca per la guerra in Ucraina. 

Si stanno creando premesse belliche molto simili a quelle che portarono alla Prima guerra mondiale che esplose il 28 giugno 1914, con l’assassinio dell’arciduca austriaco Francesco Ferdinando a Sarajevo, ma la lotta per il predominio nell’Europa era aperta da tempo con una corsa agli armamenti che, mutatis mutandis, ricorda quella odierna; così come lo è il confronto per il controllo geopolitico e geoeconomico di determinate parti delle rotte commerciali globali, sia che passino via terra che via mare. 

Antonio Albanese

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