MAR CINESE MERIDIONALE. Come sarebbe la guerra tra Pechino e Washington?

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Come potrebbe iniziare una guerra tra Cina e Stati Uniti nel Mar Cinese meridionale? Nessuna delle due vuole la guerra, ma i loro atteggiamenti rendono possibili incidenti drammatici che potrebbero innescare un conflitto armato. 

Va ricordato comunque, prima di addentrarci negli interessanti scenari che fa The National Interest, che né la Cina né gli Stati Uniti vogliono la guerra militare, quella economica di fatto è già aperta, almeno non nel prossimo futuro. Nonostante la nuova potenza militare della Cina, l’Esercito popolare di liberazione e i suoi componenti non sono pronti a combattere gli Stati Uniti e gli Stati Uniti, da parte loro, preferirebbero sicuramente evitare il caos e l’incertezza che qualsiasi conflitto militare con la Cina creerebbe. 

Tuttavia, sia la Cina che gli Stati Uniti stanno tenendo una serie di atteggiamenti nel Mar Cinese Meridionale, da cui ognuno di loro potrebbe avere difficoltà politiche interne, un domani, a tirarsi indietro. La Cina è presente da tempo nelle isole Spratlys, con basi artificiali e con una presenza militare importante in acque considerate “territoriali”; gli Usa, e molti altri paesi in questi anni, hanno risposto con una serie di misure, come la presenza di navi militari proprio in quelle acque per ribadire la libertà di navigazione; presenza che spesso ha toccato punti di frizione estremi e che se non controllata potrebbe portare a conflitti. 

Ed ecco, quindi  il primo scenario: occupazione delle isole
Pechino, in questi anni, ha intensificato la costruzione della “Grande Muraglia di sabbia”, un’attività che ha portato una presenza crescente di forze militari cinesi nel gruppo di isole della catena Spratly, concretizzatasi in basi aeronavali e d’intelligence permanenti. Pechino difende queste nuove isole: si tratta di installazioni artificiali costruite su scogliere, come parte integrante del territorio cinese, posizione che la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare non sostiene; Washington ha risposto con i pattugliamenti per la libertà di navigazione nelle stesse acque, con una serie di tensioni e di scambi di accuse reciproche.

Le prospettive di conflitto sono chiare. Se le navi o gli aerei statunitensi entrano in acque che la Cina rivendica, allora una eventuale risposta militare cinese potrebbe portare rapidamente ad un’escalation. 

Secondo scenario: conflitto aereo
Cina e Stati Uniti sono già andate molto vicino ad un conflitto per questioni aeree; nel 2001, un P-3 Orion si è scontrato con un intercettore cinese J-8, con successive proteste e accuse, nonché trattative prima che l’equipaggio del P-3 fosse restituito agli Stati Uniti.

Sui cieli del Mar Cinese Meridionale potrebbe ripetersi una situazioni simile: se un caccia cinese aprisse effettivamente il fuoco su un aereo americano, la situazione potrebbe diventare critica molto rapidamente; lo stesso se invece fosse un pilota americano a sparare su un aereo cinese.

Terzo scenario: guerra marina e sottomarina
Durante la Guerra Fredda, l’Unione Sovietica e la Nato ingaggiarono una guerra sottomarina di tutto rispetto nell’Atlantico, nell’Artico e nel Mare del Nord. La dinamica dell’interazione tra Stati Uniti e Cina non ha ancora avuto lo stesso andamento, ma nuovi sviluppi tecnologici cinesi, la presenza di intelligenza artificiale su mezzi militari, navali in primis, la messa in produzione di armi elettromagnetiche e la rinnovata assertività navale derivata dalla presenza di nuove portaerei  potrebbero aumentare le probabilità che una simile evenienza possa accadere. 

Antonio Albanese