MAR CINESE MERIDIONALE. Berlino si unisce alla missioni navali anticinesi

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La Germania ha schierato una nave da guerra in acque asiatiche per la prima volta dopo quasi vent’anni, manifestando le crescenti ambizioni di Berlino di voler plasmare l’ordine globale del XXI secolo: il 3 agosto, la fregata della Bundesmarine, Bayern, è salpata dal porto di Wilhelmshaven nel Mare del Nord per un viaggio di sette mesi verso l’Indo-Pacifico.

Secondo il ministro della Difesa tedesco Annegret Kramp-Karrenbauer, la nave da guerra tedesca dovrebbe fare scalo da Gibuti e Karachi nel Mar Arabico a Diego Garcia e Perth nell’Oceano Indiano, così come Singapore nello Stretto di Malacca, poi fino a Guam e Tokyo nel Pacifico occidentale, riporta AT.

Anche se simbolico, il dispiegamento tedesco segnala l’impegno tedesco nel sostenere la libertà di navigazione in acque internazionali, proteggere le “società aperte” in tutto l’Indo-Pacifico, ed esprimere solidarietà con i paesi democratici.

Il Bayern passerà anche attraverso il Mar Cinese Meridionale, con scali in Vietnam, nuovo partner di difesa dell’Unione Europea, il più accanito rivale della Cina in questa zona di mare.

Il tanto atteso viaggio sta avendo luogo negli ultimi giorni del lungo mandato del cancelliere tedesco Angela Merkel, e riflette la vittoria dei falchi all’interno della Cdu. Il dispiegamento del Bayern arriva dopo mosse simili da parte di altri paesi europei quest’anno: un sottomarino nucleare francese e, più recentemente, il Carrier Strike Group della Gran Bretagna. Pechino ha snobbato la richiesta di Berlino per uno scalo a Shanghai come parte di un più ampio sforzo “per mantenere il dialogo” con la superpotenza asiatica.

Invece, il ministero degli Esteri cinese ha avvertito la fregata tedesca di «astenersi dal fare cose che danneggiano la pace e la stabilità regionale» e «attenersi seriamente al diritto internazionale». Fino a poco tempo fa, la Germania era un attore relativamente marginale negli affari dell’Indo-Pacifico. A differenza della Gran Bretagna e della Francia, non ha territori nell’area, né ha portaerei avanzate e capacità navali “blue water” ben consolidate; né la Germania è un membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

L’approccio di Berlino verso la Cina è stato molto pragmatico, Pechino ha assorbito la maggior parte delle esportazioni industriali della Germania e degli investimenti manifatturieri all’estero. Durante la sua visita in Cina nel 2015, Merkel mise in guardia i suoi ospiti contro “un grave conflitto” in mezzo alla “disputa territoriale nel Mar Cinese Meridionale” Per lo sgomento di Pechino, il leader tedesco sottolineò il suo sostegno all’arbitrato internazionale come “un’opzione per una soluzione” per risolvere le controversie.

Nel 2016, la Germania sostenne il tribunale arbitrale all’Aia, che ha apertamente respinto le pretese della Cina nel Mar Cinese Meridionale definendole incompatibili con il diritto internazionale, decidendo a favore delle Filippine. E da lì le posizioni di Berlino su Xinjiang e Hong Kong.

Berlino ha svelato la sua nuova linea guida politica l’anno scorso, annunciando i suoi piani per unirsi alla lotta in corso nell’Indo-Pacifico con un occhio alla Cina. Berlino ha chiarito che sta cercando di „promuovere una strategia europea indo-pacifica» e fornire «un contributo attivo alla formazione dell’ordine internazionale nell’Indo-Pacifico». Il ministro degli Esteri Maas ha sottolineato l’impegno della Germania per aiutare a «plasmare… l’ordine internazionale basato sulle regole di domani» e sposare la cooperazione internazionale piuttosto che la legge del più forte. In una mossa senza precedenti, la Germania si è unita alle altre potenze europee, la Gran Bretagna e la Francia, in una nota verbale congiunta alle Nazioni Unite (ONU) riguardante le dispute nel Mar Cinese Meridionale.

Il dispiegamento della Bayern questa settimana riflette quindi il desiderio di Berlino di agire sulla sua precedente promessa di svolgere un ruolo più attivo nella regione.

Lucia Giannini