MAR CINESE MERIDIONALE. Accordo militare tra Giappone e Indonesia

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L’Indonesia e il Giappone hanno firmato un accordo per l’esportazione di attrezzature e tecnologie militari giapponesi a Giacarta, per contrastare l’ingombrante espansionismo di Pechino e le sue attività marittime. Il ministro della Difesa indonesiano Prabowo Subianto e la sua controparte giapponese Nobuo Kishi hanno firmato l’accordo a Tokyo dopo un incontro 2+2, al quale hanno partecipato anche i ministri degli Esteri dei due paesi.

«Ho avuto l’onore di firmare un accordo sul trasferimento di attrezzature militari e tecnologia dal Giappone all’Indonesia. Penso che questo sia un primo storico nelle relazioni bilaterali tra Giappone e Indonesia», ha detto Prabowo ripreso da Radio Free Asia. I dettagli dell’accordo di difesa non sono stati resi noti.

A novembre, il Japan Times diceva che Tokyo era in trattative per esportare cacciatorpediniere di nuova generazione alla Marina indonesiana. Prabowo ha detto di aver avuto colloqui “intensi” con i leader giapponesi e gli alti funzionari su come aumentare la cooperazione nel settore della difesa: «Sosteniamo e invitiamo la parte giapponese a prendere una maggiore partecipazione nella nostra industria della difesa. Invitiamo anche la parte giapponese a partecipare alla modernizzazione della capacità di difesa indonesiana (…) Incoraggiamo l’addestramento congiunto tra i nostri servizi, le forze marittime e anche quelle di terra», ha detto. Prabowo ha anche proposto più formazione in Giappone per gli ufficiali e i cadetti militari indonesiani.

Il ministro degli Esteri giapponese Toshimitsu Motegi ha detto ai giornalisti, senza menzionare la Cina, che Tokyo e Giacarta sono preoccupate per la situazione nel Mar Cinese Meridionale: «Indonesia e Giappone condividono anche serie preoccupazioni per i continui e rafforzati tentativi unilaterali di cambiare lo status quo con la forza», ha detto Motegi, facendo apparentemente riferimento alla Cina.

Ha poi detto che il Giappone era anche preoccupato per la nuova legge cinese che permette alla sua guardia costiera di usare la forza sulle navi straniere nelle acque che rivendica nei mari della Cina meridionale e orientale: «Il ministro Kishi e io abbiamo espresso serie preoccupazioni sui recenti sviluppi nella regione, come la legge cinese sulla guardia costiera», ha detto Motegi ai giornalisti. Kishi ha detto che la legge «non dovrebbe violare i diritti e gli interessi legittimi di altri paesi»

La Cina e il Giappone hanno una lunga disputa territoriale sulle isole Senkaku, che la Cina chiama Diaoyu Dao. Gli isolotti disabitati si trovano nel profondo sud del Mar Cinese Orientale e sono un punto critico ricorrente tra i due paesi.

La Cina, nel frattempo, rivendica quasi tutto il Mar Cinese Meridionale come suo, nonostante il tribunale arbitrale internazionale nel 2016 si sia pronunciato a favore delle Filippine, in una causa intentata contro Pechino.

Anche se l’Indonesia non si considera parte della disputa del Mar Cinese Meridionale, Pechino rivendica diritti storici su parti di quel mare che si sovrappongono alla zona economica esclusiva dell’Indonesia. La Cina ha affermato quella che sostiene essere la sua giurisdizione attraverso il dispiegamento della sua guardia costiera e della sua marina, che costituiscono entrambe le più grandi flotte del loro genere nel mondo, secondo il rapporto 2020 China Military Power del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

Antonio Albanese