
L’Afrika Corps, cioè il Gruppo Wagner russo ora facente parte dell’FSB, è in Mali. L’ingresso del Wagner Group in Mali era avvenuto nel 2022/23 ed era stato visto come la punta di diamante della strategia russa tesa a soppiantare l’influenza occidentale, in particolare francese, nel Sahel, riporta Defence Web.
La missione principale del Wagner Group era sconfiggere gli insorti e i ribelli. La sicurezza ora sarebbe peggiore rispetto a prima dell’arrivo di Wagner, con un aumento degli attacchi contro i civili e delle vittime civili. Stando ai dati ACLED (Armed Conflict Location and Event Data), le morti legate al jihad sono state in media 3.135 all’anno tra il 2022 e il 2024, dopo l’ingresso di Wagner, rispetto alle 736 all’anno del decennio precedente. Quest’anno, ne sono state uccise già quasi 2.000.
Il fallimento di Wagner ha avuto vari motivi: arroganza incompetenza, brutalizzazione dei civili, mancanza di intelligence locale e così via.
Wagner non ha replicato il successo ottenuto nella Repubblica Centrafricana; si è ritirato dal Mali a giugno per essere “sostituito” dall’Afrika Corps, un’unità dell’FSB russo costringendo unità del Wagner Group ad un controllo più stretto e diretto.
Il fallimento del gruppo militare privato avrebbe potuto aprire opportunità per esercitare una certa influenza diplomatica sulle giunte del Sahel, possibilità ancora non sfruttata, e che anzi sembra tramontata dopo i recenti accordi delle giunte militari con Mosca.
Il passaggio della Russia da Wagner all’Afrika Corps simbolizza il passaggio dall’impegno sul campo di battaglia alla stabilizzazione del regime, alla protezione delle infrastrutture e all’influenza strategica, sebbene continuerà a condurre operazioni di combattimento; tutto è in linea con l’obiettivo generale della Russia di essere vista come un’alternativa affidabile ai partner militari occidentali, soprattutto dai governi colpiti da insurrezioni o isolamento politico. Il modello dell’Africa Corps è più sostenibile e politicamente controllabile rispetto agli schieramenti più rischiosi e di alto profilo di Wagner.
Per alcuni versi è un’esperienza già vista molti anni fa in Iraq con la Blackwater, poi licenziata per un maggiore impegno diretto statunitense.
Ad oggi, stando al The Economist, gli Stati Uniti hanno inviato funzionari a Bamako e in altre capitali regionali per discutere di assistenza alla sicurezza e accordi minerari. Anche la Turchia e gli Stati del Golfo sembrano interessati. Ma le giunte militari a quanto risulta hanno preferito ancora Mosca.
Tommaso Dal Passo
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