
Ventidue soldati maliani sono stati liberati in uno scambio di prigionieri tra lo Stato e il gruppo separatista FLA -Fronte di Liberazione dell’Azawad- il 23 agosto, mentre il FLA in cambio ha ottenuto la liberazione di nove dei suoi uomini e dalla foto emersa dei combattenti si vede come indossino gli abiti tradizionali tuareg.
Il FLA si batte per la creazione di uno stato nel Mali settentrionale, a maggioranza tuareg -un gruppo etnico indigeno che vive nel sud dell’Algeria, nella Libia occidentale, nel Niger e nel nord del Mali-, che rappresenta il 60% del territorio maliano. A cavallo fra aprile e maggio, il gruppo ha lanciato un attacco su larga scala in coordinamento con il JNIM, la branca di Al-Qaeda nella regione del Sahel, dopo aver stretto un’alleanza, seppur contingente.
I tuareg si distinguono per la loro cultura unica, preservata da secoli di convivenza e interazione con altre culture. Ancora più peculiare è il loro abbigliamento: gli uomini indossano veli che coprono tutto il viso tranne gli occhi, simili a turbanti, mentre le donne portano foulard larghi sulla testa. Il colore blu è sempre presente nelle loro tradizioni, nei loro abiti e nei loro costumi.
Il leader tuareg Alghabass Ag Intalla, a capo del FLA, afferma The Africa Report, rimane una figura centrale nell’alleanza tra i ribelli del nord del Mali e JNIM dopo l’offensiva del 25 aprile che ha riconquistato Kidal. Il rapporto sostiene che l’attacco coordinato dei combattenti dell’FLA e dei militanti di JNIM ha inflitto una delle più gravi sconfitte all’esercito maliano e ai loro alleati russi dell’Africa Corps da quando Assimi Goïta ha preso il potere. Inoltre, si asserisce che il recente rilascio di soldati maliani da parte dell’FLA ha segnalato un cambiamento nella strategia del gruppo, ma Ag Intalla non ha abbandonato la sua collaborazione con il JNIM.
Allo scambio di prigionieri è seguito un evento particolarmente rilevante: dopo un periodo di tensioni politiche Algeria e Mali hanno riaperto i canali diplomatici e lo spazio aereo per uso civile e militare. Infatti, in un significativo disgelo nelle relazioni bilaterali, il 24 agosto il Primo Ministro maliano Abdoulaye Maiga è arrivato ad Algeri per colloqui di alto livello.Questo potrebbe ulteriormente incrinare i rapporti fra il FLA e l’attuale alleato JNIM in quanto storicamente l’Algeria è stata vicina alla causa tuareg, oscillando comunque tra il sostegno diplomatico ai ribelli tuareg del nord del Mali e la difesa dell’integrità territoriale maliana per contenere l’instabilità regionale svolgendo spesso il ruolo di mediatore, seppur nega qualsiasi sostegno all’indipendentismo Azawad, ma cerca ugualemnte di evitare che si consolidi un santuario jihadista ai suoi confini, invece con al Qaeda, AQIM, Algeri la considera una minaccia alla sicurezza nazionale e cerca di contenerla per questo ha raggiunto un accordo di non attacco sul suolo algerino in cambio di non essere perseguiti internamente.
Da osservare l’Algeria che sembra stia cercando di rafforzare le relazioni con i suoi vicini meridionali, tant’è che un paio di settimane prima ha anche donato al Niger alcuni elicotteri (due di tipo MI-24V e due MI-171), equipaggiamento e attrezzature militari, nel contesto delle tensioni tra l’Algeria e la giunta militare nigerina. Si tratta di un gesto diplomatico tra i due Paesi ed un importante riorientamento regionale, dato che condividono un confine di oltre 950 km, e la stabilità del Niger, contrastata da gruppi terroristici come lo Stato Islamico o JNIM, è fondamentale per la stabilità dell’Algeria meridionale.
Il Mali si inserisce in un contesto regionale dove diversi attori cercano di affermare la loro influenza. Fra questi vi è la figura del Generale Saddam Haftar, vice-comandante delle LAAF -l’Esercito Nazionale Libico- e Capo di Stato Maggiore, che ha giocato un ruolo centrale: due russi hanno trascorso 755 giorni in prigionia in Mali e sono stati rilasciati. Secondo RT il 25 agosto, gli ex combattenti del Gruppo Wagner, Vasily e Alexander, erano stati catturati nel luglio 2024 durante gli scontri vicino a Tinzaouaten. Il loro rilascio è stato il risultato di negoziati tra Haftar e i leader del FLA. I due russi sono attualmente in fase di riabilitazione presso la base del Corpo d’Armata Africano del Ministero della Difesa russo. Gli Haftar a metà agosto si sono resi protagonisti anche del rilascio del pilota e missionario americano Kevin Rideout rapito in Niger, ma le circostanze rimangono poco chiare se ciò sia avvenuto tramite un raid dei militari in territorio maliano o mediante un accordo o un pagamento per il riscatto.
Paolo Romano
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