Mali. Nuovi scontri a Kidal

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MALI – Bamako 30/09/2013. Soldati maliani e ribelli separatisti Tuareg si sono scontrati di nuovo nella città settentrionale di Kidal il 30 settembre, un giorno dopo che attentatori suicidi hanno ucciso due civili e ferito altre sette persone a Timbuktu, altro capoluogo del nord del Paese.

Gli scontri sono iniziati nel tardo pomeriggio del 29 settembre all’esterno di una banca nel centro di Kidal, facendo tre feriti e con accuse reciproche di aver per primi aperto il fuoco. Oltre il deterioramento della sicurezza nel nord si sono registrate tensioni in una caserma militare della capitale. A Kidal, comunque, gli scontri si sono fermati quando sono arrivati suol posto i soldati francesi. 

Gli scontri del 30 settembrehanno l’inizio diurna nuova far  violenta a Kidal dopo che i ribelli del Movimento Nazionale per la Liberazione del Azawad, Nmla, avevano in precedenze annunciato che sospendevano la loro adesione al trattato di pace firmato con il governo a giugno 2013. L’accordo aveva permesso alle forze armate del Mali di tornare in città, da cui erano scappati nel 2012 cacciati da una rivolta separatista. L’ accordo di giugno aveva permesso anche di andare avanti con il processo elettorale, il primo dopo il colpo di stato del marzo 2012.  Stando a fonti locali, i tuareg, fedeli al locale capo Iyad ag Ghali, avevano portato armi e combattenti in città durante la notte precedente. Ag Ghali ha fondato il gruppo islamista Ansar Dine, una delle tre fazioni armate di militanti islamici che hanno preso il controllo dei due terzi settentrionali del Mali nel 2012 a seguito di un colpo di stato militare di marzo di marzo 2012. 

Nella settimana precedente, gli uomini di Ag Ghali si erano accampati a circa 40 km da Kidal. La Francia, che aveva più di 4.000 soldati coinvolti nell’Operazione Serval al culmine del conflitto, mira ad averne appena 1.000 dispiegati in Mali per la fine del 2013, come forza di reazione rapida per rispondere a qualsiasi minaccia terroristica. Il dispiegamento di un contingente di 12.600 peacekeeper Onu va a rilento per la mancanza di aerei e truppe degli Stati membri dell’area. Le tensioni sui diversi fronti sottolineano le enormi sfide il nuovo presidente maliano Ibrahim Boubacar Keita, da poco insediatosi dopo aver vinto il ballottaggio elettorale ad agosto. 

I colloqui dovrebbero riprendere in Burkina Faso alla fine del 2013. I ribelli hanno accusato il governo di non mantenente le promesse fatte a giungo e che avevano portato ad un cessate il fioco e il sentimento separatista rimane ben vivo a Kidal, dove la presenza dei soldati maliani è molto controversa. I tuareg nel nord del Mali hanno cercato di ottenere l’autonomia fin dal 1960; il governo ha bloccato diverse ribellioni nel corso degli anni, l’ultima datata inizio 2012 a permesso ai separatisti di guadagnare molto terreno. Dopo il colpo di stato nella capitale, i jihadisti di al- Qaida hanno anche cercato di controllare il nord del Mali e hanno temporaneamente estromesso i separatisti. Dopo l’intervento militare francese che ha scacciato i militanti islamici, il Nmla  ha iniziato a riaffermare la sua presenza Kidal.