Il Mali verso le elezioni

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MALI – Bamako 09/7/13. Il Mali ha revocato lo stato di emergenza di cinque mesi il 6 luglio, alla vigilia dell’inizio di una campagna per le presidenziali previste per il 28 luglio.

Lo stato di emergenza è stato dichiarato il 12 gennaio 2013, il giorno successivo all’inizio dell’operazione militare messa in atto dalla Francia nel paese. Nonostante siamo ancora in essere una serie di scontri tra i fazioni islamiste e forse regolari, il Mali ripone le sue speranze di stabilità sule elezioni del 28 prossimo, data fissata sotto la pressione della comunità internazionale. Tuttavia, con ancora circa 500mila sfollati dopo il conflitto, molti osservatori internazionali hanno espresso preoccupazione per la difficoltà di tenere così presto un’elezione. Le truppe del Mali il 6 luglio sono entrate nella roccaforte dei ribelli Tuareg di Kidal, occupata dal Movimento separatista Nazionale per la Liberazione del Azawad (Mnla) poiché gli islamisti sono stati cacciati. La mancanza di controllo da parte del governo nella città chiave del nord era considerato un grave ostacolo all’organizzazione delle stesse elezioni. I Tuareg del nord del Mali, che lamentano una lunga emarginazione da Bamako, hanno intrapreso diverse azioni violente nei decenni passati, reclamando un’autonomia per quella che considerano la loro patria. La “Corte costituzionale” del Mali ha pubblicato il 6 luglio l’elenco dei 26 candidati, con quattro ex primi ministri e una serie di pesi massimi politici, tra cui il capo negoziatore nel cessate il fuoco con i Tuareg, ma solo una donna. L’Unione europea ha iniziato il dispiegamento degli osservatori in Mali in vista delle elezioni.