
Il 28 aprile, JNIM -Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin-, legato ad al Qaeda, ha annunciato, attraverso il suo portavoce, l’inizio dell’assedio totale di Bamako e ha minacciato l’esercito maliano. I russi hanno confermato il ritiro insieme alle truppe maliane da Kidal, nel nord del Mali, a seguito di un fine settimana di attacchi coordinati da parte di combattenti separatisti e islamisti in tutto il Paese. Il Fronte di Liberazione dell’Azawad (FLA) ha dichiarato di aver raggiunto un accordo con le forze russe per un ritiro definitivo e ha proclamato Kidal libera. Gli Africa Corps hanno affermato che il personale ferito e i mezzi pesanti sono stati evacuati e che le operazioni continueranno in altre zone del Mali. Attualmente diverse altre località, tra cui Mopti, sono sfuggite parzialmente o totalmente al controllo statale. Le autorità maliane hanno rilasciato una dichiarazione in cui affermano di aver ripreso il controllo, ma la situazione sul campo rimane controversa.
Il 25 aprile si ricorda che sono scoppiati intensi scontri alla periferia della capitale maliana Bamako e nell’entroterra del paese, quando i ribelli tuareg del FLA hanno rivendicato la conquista della strategica città settentrionale di Kidal, roccaforte nel deserto, un duro colpo simbolico per Bamako. L’esercito maliano (FAMA) ha confermato che gruppi armati non identificati hanno preso di mira caserme e posizioni chiave a Bamako, tra cui la Base 101 vicino all’aeroporto internazionale a Senou, tant’è che il Ministero degli Esteri britannico aveva sconsigliato qualsiasi viaggio in Mali, segnalando la temporanea chiusura dell’aeroporto internazionale. Anche la Francia esorta i suoi cittadini a lasciare il Mali il prima possibile a causa del deterioramento della situazione della sicurezza. L’offensiva senza precedenti contro la giunta militare di Assimi Goïta ha segnato un esplicito riconoscimento del coordinamento tra FLA e JNIM. Secondo il noto giornalista Wassim Nasr, la nuova alleanza si concentra in particolare sui seguenti punti: accettazione dell’applicazione della legge della Sharia da parte dei gruppi tuareg in una versione più “attenuata”, nomina di giudici della Sharia riconosciuti da entrambi i movimenti, condivisione di competenze militari e principio secondo il quale, in caso di conquista di una città, l’amministrazione urbana sarebbe affidata principalmente al FLA, mentre l’amministrazione rurale a JNIM.
Le FAMA e Africa Corps il 27 aprile si sono ritirati dal confine con il Niger. In base all’accordo raggiunto con JNIM/FLA, hanno evacuato le loro posizioni a Tessit, a sud di Gao. La città era sotto assedio da mesi, subendo attacchi da parte dei jihadisti di JNIM e dello Stato Islamico, che ha approfittato del ritiro russo. La città è stata teoricamente ceduta a JNIM che ha scortato il convoglio verso nord. Analogamente, le forze governative e russe si sono ritirate dalla città di confine di Labbezanga, mentre si è parlato di preparativi in corso per l’evacuazione di Menaka, praticamente isolata. Infatti, DAESH sta guadagnando terreno e sfruttando la vulnerabilità delle posizioni governative a Menaka; ha lanciato un assalto alla città, conquistandola completamente e respingendo Africa Corps e le forze maliane fino alla base e all’aeroporto nella periferia occidentale. Tuttavia, al momento dell’evacuazione DAESH ha lanciato una serie di imboscate contro i convogli a Labbezanga, mentre a Tessit sono scoppiati combattimenti con JNIM in un’area dove lo Stato Islamico ha una forte presenza. Il ritiro è continuato: gli ex Wagner si sono ritirati anche dalla città di Ber, a est di Timbuctù, e dalle miniere d’oro di Intahaka, a ovest di Gao, dove si sono arresi soldati e milizie filo-governative maliane, oltre che da Tessalit nel Mali settentrionale e Aguelhok, mentre i combattimenti si sono spostati nelle regioni centrali e meridionali del Paese.
Il portavoce di JNIM, Abu Hudhayfa al-Bambari, ha rilasciato un videomessaggio in cui dichiara l’inizio di un blocco della capitale Bamako, e delle battaglie per la sua liberazione, che si svilupperà lungo quattro assi. Ha invitato i civili a tenersi lontani dagli scontri con l’esercito maliano e ad evitare le zone militari e di combattimento. Al momento, solo gli assi di Kati e Senou mostrano segni di movimento, ovvero dove si sono verificate infiltrazioni jihadiste e da dove hanno risposto le forze russe e le FAMA, secondo account social che monitorano la situazione locale. Resta da vedere, tuttavia, quando verranno attivati gli assi lungo il fiume Niger, poiché si tratta delle principali vie di rifornimento terrestri che collegano la capitale con il centro del paese e il confine con la Guinea; infatti, i camion provenienti dalla città di Segou sono già stati bloccati dai militanti.
In seguito alla temporanea conquista di Menaka da parte di DAESH, il 29 aprile i terroristi si sono ritirati nel deserto, consentendo alle truppe regolare e ai russi di ridispiegarsi verso il centro. Ciononostante, la città rimane sotto assedio da parte di gruppi terroristici e le sue linee di rifornimento restano estremamente vulnerabili. La sua sopravvivenza dipenderà dal destino della città di Gao e, di conseguenza, dalla presenza delle forze governative nel Mali orientale. Secondo il personale militare dell’unità formata dal Ministero della Difesa russo, invece, la situazione in città è ora tranquilla.
Durante gli scontri intercorsi, il Corpo d’Armata russo per l’Africa ha sequestrato armi e munizioni ai militanti uccisi di JNIM e del FLA. Secondo un canale social che analizza le tipologie di armamenti, in quel caso si possono notare anche fucili Zastava M05E3, il che potrebbe indicare anche il coinvolgimento di militanti del Burkina Faso. Inoltre, JNIM e FLA hanno preso il controllo di diverse basi abbandonate dall’esercito e degli Africa Corps, come a Kidal ad esempio, dove i militanti si sono impossessati anche di numerosi razzi aria-terra. Di conseguenza, i militanti hanno catturato almeno un elicottero Mil Mi-24/35 di fabbricazione russa. Ed ancora, JNIM pattuglia con veicoli blindati catturati alle FAMA e agli Africa Corps, in particolare un veicolo MRAP “Chekan” (“Wagner’s Wagon”), mentre il FLA ha effettuato attacchi con droni FPV, probabilmente armati con testate anticarro, a Kidal contro i veicoli maliano-russi. Gli stessi Azawad hanno pubblicato i filmati degli attacchi effettuati con i droni.
Paolo Romano
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