MALDIVE. ISIS attacca gli stranieri

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Il terrorismo di matrice islamica sembra essere tornato a minacciare le Maldive. Lo scorso 4 febbraio 2020, tre persone, due cinesi, di cui un turista, e un australiano, sono rimaste infatti coinvolte, tra le 19:00 e le 20:00, in un accoltellamento a Hulhimalé, un’isola situata a pochi chilometri dalla capitale Malé. L’attacco in questione è stato rivendicato, mediante un video postato online il giorno seguente, da una presunta cellula locale terroristica legata allo Stato Islamico, nonostante la Polizia non abbia confermato il legame e il Califfato non abbia ancora messo ufficialmente il cappello sull’operazione mediante una propria rivendicazione, affermazione e/o comunicazione A’Maq

In attesa di ulteriori informazioni e conferme, la social media sfera ufficiosa dello Stato Islamico ha rilanciato comunque sui propri canali la notizia dell’attacco, riprendendo soprattutto il comunicato delle forze dell’ordine e il video di rivendicazione della presunta cellula di Daesh in merito all’operazione. I jihadisti in video, che non sembra prodotto dalla casa maldiviana Haqqu Media Center, affermano che il governo maldiviano, guidato dal presidente democratico Ibrahim Mohamed Solih, sarebbe gestito da infedeli e che, dopo l’accoltellamento di martedì, sarebbero seguiti altri attacchi. 

Account social maldiviani, poco dopo la pubblicazione e la diffusione del video dei presunti affiliati dello Stato Islamico, ha diffuso online delle foto su un incontro che sarebbe avvenuto tra un noto salafita, Ali Rameez, e un gruppo di giovani a Malè, la capitale delle Maldive. Sebbene l’account non possa confermare il reale coinvolgimento dei soggetti in foto con l’attentato, lascia intendere che il tutto non sia una coincidenza. 

Le Maldive, centrali nella strategia per l’Asia meridionale di ISIS, risultano essere da tempo un terreno fertile per la realizzazione di attentati, sia per la presenza di centinaia di soggetti radicalizzati che per la presenza di migliaia di turisti internazionali, quest’ultimi obiettivi privilegiati per le organizzazioni terroristiche in tutto il mondo. Secondo quanto riportano infatti diverse fonti locali e internazionali, centinaia di musulmani sunniti maldiviani hanno lasciato negli anni il Paese per unirsi proprio al Jihad nelle principali aree di conflitto contemporaneo, in particolar modo la Siria. 

Dopo due giorni dal presunto attentato di ISIS nelle Maldive, la polizia ha dichiarato, mediante una propria nota stampa, l’arresto di 3 sospetti, senza però fornire ulteriori informazioni in merito. Secondo fonti locali non ufficiali, gli arresti, dopo poche ore, sarebbero arrivati già a 5, ma anche in questo caso non sono stati forniti ulteriori dettagli sugli arrestati. 

Redazione