MACEDONIA DEL NORD. La special relationship con gli Stati Uniti d’America

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Si è appena conclusa un’importantissima e fondamentale visita negli Stati Uniti d’America per un’ampia delegazione macedone guidata dal primo Ministro Dimitar Kovachevski e dal ministro degli esteri, e presidente di turno dell’OSCE, Bujar Osmani. Diversi incontri ai massimi livelli si sono svolti in particolare nella capitale americana Washington. Questo a sottolineare la stretta collaborazione e partnership fra gli USA e il piccolo Paese dei Balcani occidentali che, dopo esser l’ultimo Stato attualmente entrato nella NATO nel 2020, auspica entro il 2030 di aderire anche all’Unione Europea, con la quale i negoziati di adesione proseguono, seppur è un lungo processo.

Il primo Ministro Kovacevski è stato in visita di lavoro negli Stati Uniti d’America. Kovacevski ha tenuto anche un discorso alle Nazioni Unite per celebrare il 30° anniversario dell’adesione della Macedonia del Nord, oltre che incontri di altissimo livello con funzionari americani come il rappresentante speciale degli USA per i Balcani occidentali Gabriel Escobar, il segretario di Stato USA Anthony Blinken, rappresentanti dell’UNICEF e dell’UNDP. La delegazione comprende Slavica Grkovska, Vice primo Ministro e Bujar Osmani, Ministro degli Affari Esteri. Al centro del viaggio americano il dialogo politico produttivo e forte partnership strategica, sostegno diretto e conferma della coerente posizione USA a sostegno degli sforzi macedoni per l’integrazione nell’UE.

Il premier Kovacevski e il ministro degli esteri Osmani hanno incontrato anche i membri del Consiglio Atlantico a Washington, dove sono stati discussi gli sforzi per affrontare la crisi energetica, la lotta alla corruzione, nonché le priorità del Paese a presiedere l’OSCE e le dinamiche dei negoziati di adesione con l’UE. Kovachevski ha detto che la Macedonia appartiene all’UE e che l’integrazione è importante per la ripresa economica. Il primo Ministro ha pure partecipato ad un ricevimento all’ambasciata macedone a Washington, dove erano presenti alti rappresentanti dell’amministrazione e del Congresso americani tra cui il diplomatico Escobar. Kovacevski ha valutato che i due Paesi coltivano continuamente un dialogo politico produttivo e hanno una forte partnership strategica, e ha espresso fiducia che, con l’aiuto degli Stati Uniti, si troveranno soluzioni a tutte le questioni aperte nella regione attraverso il dialogo, il che porterebbe a una più rapida integrazione nell’UE dei paesi dei Balcani occidentali. Il vicepresidente del governo macedone, Artan Grubi, dopo l’incontro del premier con il Segretario di Stato americano Blinken ha detto che ciò è espressione del sostegno diretto e conferma della coerente posizione USA a sostegno degli sforzi macedoni per l’integrazione nell’UE, affermando come la cooperazione macedone continuerà ancora più forte, soprattutto in queste circostanze chiave per mantenere la stabilità e rafforzare la sicurezza a livello regionale e globale, e che ogni conquista del Paese balcanico è frutto del pacifico contributo democratico degli USA. Inoltre, il primo Ministro Kovacevski, sempre a Washington, ha incontrato fra gli altri anche il senatore democratico Chris Murphy, con cui sono state scambiate opinioni sulla cooperazione complessiva tra i due paesi, sulle aspirazioni europee della Macedonia del Nord e sulla situazione nella regione più ampia e su come queste influenzeranno il futuro dei Balcani occidentali. La Macedonia è un fattore di stabilità nella regione, un prezioso partner e alleato degli Stati Uniti, è stato espresso.

Al ritorno dalla trasferta americana, l’Unione Democratica per l’Integrazione, DUI, apprezza molto la riconferma della posizione coerente del Dipartimento di Stato e della Casa Bianca che il sostegno degli Stati Uniti è la chiave per il successo dell’integrazione europea macedone. Il partenariato strategico con gli Stati Uniti basato sui valori di pace, uguaglianza e sana democrazia è una forte garanzia per il successo del nostro viaggio europeo e una garanzia di stabilità regionale e internazionale. Mentre, il vice segretario di Stato americano per i Balcani occidentali, Gabriel Escobar, ha dichiarato che gli Stati Uniti non hanno chiesto al partito d’opposizione VMRO-DPMNE di sostenere il primo Ministro Kovacevski ma il percorso euro-atlantico del Paese, che tutti i lati dello spettro politico sostengano i cambiamenti necessari in modo che si può andare avanti nell’avanzamento della candidatura della Macedonia del Nord. A tal riguardo, il premier Kovacevski ha detto che SDSM ha risultati che fanno la differenza e una visione per il futuro europeo, parlando dell’aumento dei salari, delle pensioni, partner con USA e UE, membro della NATO e con l’inizio dei negoziati con l’UE ed ha aggiunto che VMRO-DPMNE deve decidere se aderire al blocco europeo, poiché i messaggi dagli USA sono chiari, c’è un forte sostegno al percorso europeo del Paese. Oppure rimarrà ostaggio delle braccia della sinistra filorussa nel blocco antieuropeo.

Poco prima di questa lunga e rilevantissima visita negli USA, era stato il rappresentante speciale e coordinatore del Center for Global Engagement del Dipartimento di Stato USA Rubin ad arrivare in Macedonia del Nord ed in altro Paesi dei Balcani occidentali, come Montenegro e Albania, per aiutare a combattere la disinformazione, e ha parlato con le autorità della lotta alla disinformazione, incontrando i funzionari del governo per rafforzare il sostegno alle iniziative contro la disinformazione in particolare quella russa. Il presidente dello Stato Stevo Pendarovski ha ricevuto Rubin, con cui sono stati discussi gli sforzi e i modi per affrontare la disinformazione e il loro impatto sullo sviluppo dei processi democratici a livello globale. Pendarovski ha valutato che la disinformazione ha il potenziale per influenzare i principali processi politici e civili ed è per questo che sono una delle minacce prioritarie alla sicurezza nazionale di molti paesi.

Anche sul finire del 2022 vi era stato un altro contatto significativo fra i due Paesi, a dimostrare il costante e continuo rapporto: conversazioni telefoniche che il consigliere del Segretario di Stato americano, Derek Schole, ha avuto con il Presidente Stevo Pendarovski e il primo Ministro Dimitar Kovachevski. Partenariato nella NATO, l’allora imminente inizio della presidenza macedone dell’OSCE, progressi nell’integrazione europea, presa di posizione ferma sulla corruzione e sulla situazione nella regione, oltre all’energia sono stati i temi affrontati. A tal proposito, propria la Macedonia si è preparata per una grande sfida ovvero l’assunzione della presidenza annuale dell’OSCE, la più grande organizzazione di sicurezza regionale, che è avvenuta a gennaio. Il motto della presidenza scelto è “It’s about people”, per dimostrare che al centro di tutte le grandi organizzazioni e strutture internazionali c’è la necessità di rendere la vita più facile alla gente comune, aveva affermato il capo della diplomazia, Bujar Osmani. Il conflitto in Ucraina e la riduzione delle conseguenze di vasta portata della crisi occupano un posto centrale nell’agenda della presidenza dell’OSCE nel 2023. La presidenza dell’OSCE si concluderà con la più grande conferenza mai organizzata nella Repubblica di Macedonia del Nord. A Skopje arriveranno più di 70 ministri degli Esteri, dal ministro degli Esteri degli Usa, della Russia, di tutti i Paesi europei, a quelli asiatici, a detta del ministro che ha annunciato che la presidenza dell’OSCE non costa cinque milioni di euro come paventato dall’opposizione interna. Infine, un tema ultimo che si è aggiunto è la maggiore cooperazione fra l’OSCE e il Consiglio d’Europa, voluta da Osmani.

Paolo Romano

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