MACEDONIA DEL NORD. In vigore l’accordo con la Bulgaria per il gas

183

Anche la Macedonia del Nord sta tentando di smarcarsi dalla dipendenza dal gas russo. Lo fa rivolgendosi proprio alla Bulgaria, paese con cui storicamente le relazioni sono tese per ragioni storico-culturali e che resta un ostacolo alla prospettiva di ingresso in Unione europea.

A neanche un anno di distanza dall’invasione russa in Ucraina, ora le importazioni della Macedonia del Nord di gas non russo dalla Bulgaria con l’entrata in vigore dell’accordo bilaterale aumentano di ben un quinto del volume complessivo. Gli eventi del 2022 hanno infatti accelerato il dialogo tra Sofia e Skopje, portando alla firma dell’accordo del 31 ottobre, che è appunto entrato in vigore con l’inizio del nuovo anno.

L’intesa permette alla Macedonia del Nord di importare dal paese confinante circa 182 metri cubi di gas naturale. Già prima della crisi russo-ucraina, le importazioni di gas russo da cui la Macedonia del Nord dipendeva passavano interamente per la Bulgaria. Gli accordi entrati in vigore tra i due paesi permettono a Skopje di accedere ai volumi di gas naturale provenienti dall’Azerbaijan e del GNL rigassificato proveniente dagli hub sulle coste greche.

Ancora prima della firma dell’accordo bilaterale bulgaro-macedone, già a inizio ottobre al forum sull’energia di Sofia i due paesi avevano accordato di intensificare la cooperazione bilaterale, anche per garantire a Skopje l’accesso al gas azero. Lo stesso presidente macedone Stevo Pendarovksi a ottobre sottolineava come fosse essenziale la garanzia dell’accesso al surplus di energia del paese confinante.

Sia per la Bulgaria che per la Macedonia del Nord comunque rimane essenziale il sostegno della Turchia. E infatti Ankara si è mossa per promuovere i propri interessi con i rappresentanti dei due paesi. Il 4 gennaio il ministro dell’energia turco Fatih Donmez ha incontrato a Skopje il presidente Pendarovksi. Il colloquio a porte chiuse ha avuto luogo subito dopo un incontro tra Donmez e l’omologo bulgaro Rosen Hristov, durante il quale è stato firmato un accordo tra Sofia e Ankara per la creazione di un nuovo corridoio per l’accesso della regione balcanica ai cinque rigassificatori situati sulle coste turche.

A dieci mesi dall’invasione russa in Ucraina, i paesi di area balcanica stanno ricalibrando la loro strategia energetica. Se finora questo è andato inevitabilmente a favore dell’Azerbaijan, ora anche la Turchia compare tra gli attori che vogliono approfittare del blocco dalle importazioni di gas dalla Russia. E questo mentre anche la Grecia cerca di garantirsi un ruolo da esportatore di gnl promuovendo la costruzione di appositi hub nei propri porti.

Carlo Comensoli

Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/