Al sicuro i gorilla di Virunga

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RDC- Kinshasa. 14/06/15. Davvero coraggioso il ministro dell’Ambiente congolese, Bienvenu Liyota, che ha saputo dire no ai signori del petrolio.

Ha detto: «Lo sfruttamento del petrolio, nel cuore del parco Virunga non è nei piani del governo della RDC». Il ministro è stato a Bonn e a Parigi a parlare di ambiente e nell’ambito delle sessioni parigine ha detto che il suo paese rifiuta il progetto petrolifero della società britannica Soco International. Il Ministro congolese del l’ambiente di sviluppo e sostenibile ha dichiarato alla testata Jeune Afrique che “non è favorevole” per l’estrazione di petrolio all’interno dei confini del parco Virunga, l’ultimo rifugio di gorilla di montagna in mondo.
Nel mese di marzo, Kinshasa in realtà, dicevano rumors, aveva aperto le trattative con l’Unesco per declassare una parte del parco Virunga e consentire lo sfruttamento dell’oro nero. Ma il ministro alla testata June Afrique ha detto: «Queste sono le cose hanno dichiarato, il governo della RDC non ha avviato trattative o discussioni. Questi sono i discorsi fatti da coloro che vogliono sostenere il progetto minerario». Il governo congolese purtroppo però è finito nel mirino della stampa internazionale quando l’Ong Global Witness ha accusa Soco internazionale di aver pagato un ufficiale dell’esercito congolese, coinvolto in una campagna di intimidazione brutale per mettere a tacere gli oppositori del progetto. Accuse prese molto sul serio dal ministro Liyota che desidera aprire un’inchiesta. «Il governo congolese non può accettare che la gente usa la corruzione per cercare di strappare contratti nel nostro paese», ha dichiarato. Nel 2011 il governo ha concesso una licenza di esplorazione per la società Soco internazionale, ma dal momento che “la situazione è cambiata”, dice il ministro. «Tutto ciò che va contro la conservazione della natura non può essere portato avanti», ha detto l’ex presidente del consiglio di Congo-Oil (2011-2012).
Non solo, secondo il ministro Lyota: «Oggi, a differenza di quanto riportato, la foresta congolese è molto ben gestita: tutti i contratti di concessione forestale sono state rivisitati in accordo con la Banca Mondiale e solo 57 sono stati rinnovati», dice Bienvenu Liyota. Una selezione che, a suo parere, dimostra l’impegno della RDC di porre fine alle cattive pratiche del passato. Un’altra misura adottata è la: “sorveglianza satellite” delle foreste. Per il ministro ora «nessun albero non può essere tagliato nella RDC, senza [il governo congolese] ne sia a conoscenza». L’installazione via GPS è stat possibile grazie al sostegno della Cooperazione canadese e l’Agenzia francese per lo sviluppo.