LUNA. Artemis II ha innescato la corsa alla prima base lunare 

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La Cina si è impegnata ad accelerare il suo programma di esplorazione lunare dopo che la missione Artemis II della NASA ha completato con successo un sorvolo della Luna e ha iniziato il suo viaggio di ritorno, segnando una rinnovata fase di competizione strategica nello spazio profondo.

In una missione di 10 giorni, lanciata il 1° aprile, Artemis II ha trasportato quattro astronauti a bordo del razzo Space Launch System della NASA e della navicella spaziale Orion in un sorvolo lunare prima di rientrare sulla Terra. Si tratta del primo test con equipaggio del programma Artemis, riporta AT.

Pechino punta a un allunaggio con equipaggio entro il 2030, mentre Washington mira al 2028, sottolineando la stretta sui tempi in quella che viene sempre più definita una corsa tecnologica e geopolitica ad alto rischio.

Per sostenere le sue ambizioni di esplorazione lunare con equipaggio, la Cina sta accelerando lo sviluppo di infrastrutture per il lancio di carichi pesanti, tra cui il razzo Lunga Marcia 10A, progettato per trasportare astronauti e componenti per l’allunaggio.

La China Manned Space Agency (CMSA) ha approvato un piano per utilizzare il razzo Lijian-2 come stadio superiore e il Long March 10A come primo stadio (booster) per lanciare satelliti di navigazione in orbita di trasferimento lunare (LTO), o iniezione translunare (TLI), a metà del 2026, secondo quanto riportato da Chinastarmarket. Sarà la prima missione per il Long March 10A, a testimonianza di una chiara spinta ad accelerare le missioni lunari con equipaggio della Cina. Inoltre, il lancio previsto per la metà del 2026 segnerà la prima volta che un razzo di un’azienda commerciale cinese entrerà nello spazio cislunare, ovvero la regione “da questo lato della Luna” in cui la gravità terrestre e quella lunare interagiscono. Il Lijian-2, noto anche come Kinetica-2, è simile al razzo Falcon 9 di SpaceX in quanto utilizza cherosene e ossigeno liquido come propellenti.

Una missione satellitare per il monitoraggio del carbonio, incentrata sugli ecosistemi terrestri, è prevista per settembre 2026 e una versione potenziata del razzo Lijian-2 dovrebbe aumentare significativamente la capacità di carico utile. Lo scorso anno, CMSA aveva annunciato l’intenzione di lanciare un Lunga Marcia 10A per missioni spaziali nel 2026, senza però fornire una tempistica precisa.

L’11 febbraio, il primo stadio del Lunga Marcia 10A ha completato un test di ammaraggio controllato a Wenchang, sull’isola di Hainan, verificando le principali tecnologie di recupero. La prova ha inoltre confermato le condizioni di volo a bassa quota e di massima pressione dinamica in uscita per la navicella spaziale con equipaggio di nuova generazione, supportando un volo inaugurale previsto entro la fine dell’anno.

I media cinesi riportano ulteriori progressi sulle infrastrutture di terra, con la CMSA che ha completato due torri di assemblaggio a Wenchang per integrare la navicella spaziale e i vettori di lancio. Le strutture sono progettate per ottimizzare i processi paralleli e abbreviare i cicli di preparazione per le missioni lunari con equipaggio.

Il razzo Lunga Marcia 10A può trasportare 14 tonnellate, ovvero un veicolo spaziale con a bordo fino a sette persone, in orbita terrestre bassa (LEO) ed è riutilizzabile. Il primo stadio del Lunga Marcia 10A ha completato un test di ammaraggio controllato a Wenchang, Hainan, l’11 febbraio 2026. Per realizzare la sua missione di allunaggio con equipaggio, la Cina deve aggiungere due booster al razzo Lunga Marcia 10A, trasformandolo nel razzo Lunga Marcia 10. Con una spinta totale di 26.250 kN, il razzo potenziato può trasportare 70 tonnellate in LEO e 27 tonnellate in orbita lunare translunare (TLI).

Per fare un confronto, quando l’Apollo 11 effettuò il suo storico allunaggio il 20 luglio 1969, il razzo Saturn V portò circa 43,5-47 tonnellate metriche al punto di atterraggio lunare (TLI). Per superare questo traguardo, la Cina prevede un’architettura a doppio lancio per la sua missione lunare del 2030. Un razzo Lunga Marcia 10 invierà la navicella spaziale con equipaggio Mengzhou, con tre astronauti a bordo, mentre un secondo lancio trasporterà il modulo lunare Lanyue.

I due veicoli si incontreranno e attraccheranno in orbita lunare; due astronauti si trasferiranno sul modulo lunare e scenderanno sulla superficie, mentre uno resterà nella capsula in orbita. Dopo le operazioni di superficie, l’equipaggio risalirà e si aggancerà nuovamente alla Mengzhou. I due veicoli torneranno sulla Terra insieme.

Artemis III, prevista per il 2028, dovrebbe realizzare il primo allunaggio con equipaggio del programma statunitense, seguito da Artemis IV intorno al 2029, che inizierà l’assemblaggio della stazione spaziale Lunar Gateway in orbita. Entrambe le missioni si basano in parte sulla Starship di SpaceX come sistema di atterraggio umano (HLS), responsabile del trasporto degli astronauti dall’orbita lunare alla superficie e viceversa.

Artemis V, attualmente prevista intorno al 2030 o successivamente, amplierà le operazioni di atterraggio sulla Luna e nella sua orbita. La missione dovrebbe utilizzare il lander Blue Moon di Blue Origin nell’ambito del secondo contratto HLS della NASA.

A febbraio, il fondatore di SpaceX, Elon Musk, ha dichiarato in un post sui social media che l’azienda punta a stabilire un insediamento umano permanente sulla Luna entro il prossimo decennio, dando maggiore importanza a breve termine allo sviluppo lunare, pur mantenendo le ambizioni a lungo termine per Marte.

Alcuni osservatori affermano che, con l’intensificarsi della competizione tra Stati Uniti e Cina per la costruzione di basi lunari, affluiranno maggiori finanziamenti verso le infrastrutture lunari, creando opportunità commerciali più evidenti per i fornitori di attrezzature spaziali e le industrie correlate rispetto alle missioni su Marte, più remote.

Ad agosto, la Cina prevede di lanciare la sonda Chang’e-7 verso il polo sud della Luna per cercare ghiaccio d’acqua. Chang’e-7 studierà l’ambiente locale, analizzerà il suolo lunare e condurrà indagini ad alta precisione sulla superficie, la composizione e la struttura geologica della Luna, puntando alle aree in ombra permanente e a temperature estremamente rigide che potrebbero conservare grandi quantità di ghiaccio d’acqua, trasformabile in idrogeno e ossigeno.

La missione sottolinea l’impegno della Cina per la cooperazione internazionale, trasportando sei strumenti scientifici provenienti da Italia, Russia, Egitto, Bahrein, Svizzera e Thailandia.

Bian Zhigang, vice capo dell’Agenzia spaziale nazionale cinese (CNSA), ha dichiarato che il lancio della sonda Chang’e-8 è previsto intorno al 2028 per testare tecnologie di utilizzo delle risorse in situ e gettare le basi per una futura stazione di ricerca lunare. Ha aggiunto che, dopo l’allunaggio degli astronauti cinesi nel 2030, la Cina si impegnerà nella costruzione della sua prima Stazione Internazionale di Ricerca Lunare (ILRS) intorno al 2035.

L’ILRS è concepita come una rete di ricerca lunare che collegherà la superficie, l’orbita e i sistemi di terra, progettata per un funzionamento a lungo termine con occasionali missioni umane. La Cina la sta sviluppando in collaborazione con partner internazionali, tra cui il Nicaragua, l’Organizzazione per la Cooperazione Spaziale Asia-Pacifico (APOC) e l’Unione Araba per l’Astronomia e le Scienze Spaziali (AUSCI).

Lucia Giannini

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