LIBRI. Viaggio dell’anima verso Dio: è il pellegrinaggio

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«“Ovunque vi volgiate là è il Volto di Dio”: questo senso dell’immanenza divina viene sostenuto anche attraverso il carattere universale della rivelazione islamica, diretta cioè a tutti gli uomini, e di conseguenza presente in tutto il mondo (…) Ogni religione contiene al proprio interno le chiavi di adattamento ai tempi che cambiano, in virtù di quella stessa tensione all’universalità che consente la trasmissione nei secoli alle nuove generazioni. Ogni religione contiene anche le chiavi per il dialogo con gli altri credenti, chiavi che, a seconda delle epoche, possono venire più o meno occultate. Forse questo nostro tempo non ha necessariamente facilitato il dialogo spirituale, al vertice, ma ha sicuramente reso il dialogo più visibile e accessibile». 

Per molti occidentali, cristiani culturalmente e spesso non fedeli, il concetto di pellegrinaggio e di visita a dei luoghi sacri o santi è esclusivo, è un connotato tipico di coloro che seguono la fede cristiana e attorno al quale si è nel tempo innestato un circuito economico finanziario di tutto rispetto.

La realtà, storica, culturale e di fede è profondamente diversa: visitare e onorare i luoghi santi e sacri della propria fede è un concetto antichissimo e i santuari, nelle loro pur differenti accezioni storiche, sono esistiti da sempre, viene da dire. Si tratta di luoghi “magici” dove la spiritualità, quel quid che ci non sentire l’uomo un semplice “animale” in grado di parlare e contare, scorre e pervade l’anima dell’uomo, del fedele che vi si accosta. 

L’Islam non fa eccezione. Al pari del Cristianesimo, la religione islamica ha i suoi santuari, i suoi riti sacri e le sua sacralità rituali che aiutano l’uomo nel suo percorso quotidiano di vita verso Dio, il “motore immobile” aristotelico, origine di quello che entrambe religioni, Islam e Cristianesimo, definiscono Creato. Potremmo dire sensibilità simili in luoghi diversi come ci mostra l’interessante testo curato da Yahya Abd al-Ahad Zanolo, Responsabile per il Triveneto della COREIS (Comunità Religiosa Islamica Italiana), Santuari e pellegrinaggi nell’Islam. A 800 anni dall’incontro tra San Francesco e il Sultano. In una serie di saggi, si viene portati dentro l’universo del pellegrino musulmano: per farlo si deve passare attraverso una spiegazione di quelli che sono i pilastri religiosi dell’Islam e le sue assonanze con il mondo cristiano; rituali, luoghi e spiritualità uniti in un agile testo la cui lettura scorre piacevolmente pagina dopo pagina. 

Chiudiamo con le parole di Padre Gino Alberto Faccioli, Direttore dell’ISSR (Istituto Superiore di Scienze Religiose) “Santa Maria di Monte Berico” (Vicenza): «Questo libro vuole essere esso stesso un viaggio, un percorso di avvicinamento a Dio, passando per la conoscenza di una fede forte e presente. Ogni viaggio è un dialogo, ed ogni dialogo è una ricerca di spiegazioni e di senso. La parola scritta, così come la parola orale, porta con sé tradizioni, usi, rituali e storie di identità e civiltà», perché: «Fine ultimo del pellegrinaggio è l’arrivo al luogo sacro, sul posto in cui si manifesta il divino tra noi, corpo a corpo con la presenza terrena dell’infinito, in un continuo contrapporre il commensurabile all’incommensurabile, in un dialogo interno ed esterno senza soluzione di continuità. Il Santuario diventa quindi la meta del viaggio, l’approdo al porto misericordioso, il senso del tutto».

Tommaso dal Passo