LIBRI. Schopenhauer maestro della dialettica dei social media

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«La moltitudine ha occhi e orecchie, ma non possiede davvero altro: ha pochissimo giudizio e anche una scarsa memoria (…) L’intelletto non è una grandezza estensiva bensì intensiva: perciò un solo individuo può tranquillamente opporsi a diecimila, e un’assemblea di mille imbecilli non fa una persona intelligente».

«Suscitate l’ira dell’avversario, perché nell’ira egli non è più in condizione di giudicare rettamente e di percepire il proprio vantaggio. Si provoca la sua ira facendogli apertamente torto, tormentandolo e, in generale, comportandosi in modo sfacciato».

Oggi Arthur Schopenhauer sarebbe un grande influencer, molto scomodo, ma seguito e apprezzato.

Le citazioni con cui abbiamo aperto queste nostre righe sono tratte da due celebri pubblicazioni del grande filosofo tedesco: L’arte di ottenere ragione e L’arte di insultare (abbiamo letto, anzi riletto, le edizioni Adelphi).

Si tratta di due opere di una attualità sconcertante se le si pensa utili strumento per l’agone dialettico contemporaneo e globale come possono essere i social media che tutti noi usiamo quotidianamente e che dannatamente stanno agendo sulla nostra vita quotidiana.

Schopenhauer ha l’intenzione di fornire una serie di trucchi o stratagemmi in grado di aiutare chiunque sta parlando in pubblico a ad un pubblico a trarlo dalla sua; il filosofo fa riferimento allo scontro dialettico classico, due autori, due tesi e la loro abilità nel duellare su concetti, idee e massimi sistemi.

Ma cosa è altro se non un agone dialettico globale quello in cui quotidianamente ci immergiamo e che ci sommerge? Che ci vede discutere, più o meno animatamente e che spesso è pieno di puntualizzazioni e perché no, anche di insulti?

Anche nel settore dell’insulto intelligente, Schopenhauer non è mai, né potrebbe esserlo, “gratuito” ma sempre finemente raffinato: l’insulto non è tanto definire gli antenati o gli agnati di qualcuno in maniera colorita, ma ben altro, maggiormente strutturato e definito, tagliato ad hoc, tailored si direbbe nella lingua di Albione, sul soggetto che si intende colpire; il filosofo tedesco nel saggio dedicato all’insulto ci mostra appunto come fare ci fornisce esempi coloriti per singoli o per categorie.

Nessuno è risparmiato: «L’arte di non leggere è molto importante. Essa consiste nel non prendere in mano quello che di volta in volta il vasto pubblico sta leggendo, come per esempio libelli politici e letterari, romanzi, poesie e simili cose, che fanno chiasso appunto in quel dato momento e raggiungono perfino parecchie edizioni nel loro primo e ultimo anno di vita (…) Per colui che studia per raggiungere l’intelligenza delle cose, i libri e gli studi sono meri pioli della scala, sulla quale egli sale al vertice della conoscenza: non appena un piolo lo ha sollevato di un passo, egli se lo lascia indietro. I molti invece, che studiano per riempirsi la memoria, non utilizzano i pioli della scala per salire, ma li raccolgono e se ne caricano per portarli con sé, rallegrandosi per il crescente peso del carico. Essi rimangono eternamente in basso, perché sono loro a portare ciò che avrebbe dovuto portarli».

Per tutti i Seo o gli amanti della socialità on line, si tratta di due testi fondamentali per essere intelligenti laddove invece la vacuità e la volgarità regnano sovrane.

Antonio Albanese