LIBRI. Quando Lovecraft incontra il Ventennio: l’horror fantastico ad un nuovo livello

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Esilarante in molti punti, inquietante in altri. La collettanea Fascisti da Yuggoth (Acheron) non è una semplice serie di racconti con un fil rouge in un universo ucronico/distopico in cui si incrociano la storia italiana del Ventennio (quello con la V maiuscola) e l’universo di creato da H.P. Lovecraft, ma è anche una guida spirituale all’horror fantastico che si mescola con quello storico, con la tragedia dell’Italia del XIX secolo.

Differenti i toni, gli stili narrativi e gli stessi stilemi che guidano la penna degli autori di questo gustoso volume; ben differenti da quelli di altre ucronie italiane degli anni Novanta / Duemila che furono definite, a torto, revisioniste e che offrivano una storia alternativa in cui non si respirava il terrore dell’universo lovecraftiano come invece si respira pagina dopo pagina, racconto dopo racconto in questo volume della Acheron.

Il sottotitolo di Fascisti da Yuggoth potrebbe essere chiaramente “Partigiani contro Cthulhu”: questo filo rosso lega il volume che vede la resistenza umana all’invasione aliena, fondersi a quella antifascista.

Se c’è da trovare una pecca, è nell’eccessiva ridicolizzazione e caratterizzazione dei personaggi “cattivi” , dei fascisti insomma, troppo da burletta a volte e non realistici, se vogliamo usare questo termine in un opera di fantasia, e a volte questo loro idealtipo rende troppo retorico l’antagonista, cioè l’appartenete alla resistenza, uomo o donna che sia.

Ma come abbiamo detto, è un’opera di fantasia, un’ucronia, più una distopia, che risulta divertente e rilassante nella lettura, sopratutto se avete già dimestichezza con l’universo di Lovecraft.

Non esiste la domanda tipica che viene scegliendo di leggere un’ucraina: “cosa sarebbe successo se….”. Non aspettatevi sorprese tragiche alla Fatherland di Robert Harris, ma aspettatevi di trovare, come farete la voce retorica dei documentari dell’Istituto Luce che narra le epiche ed eroiche gesta dei fascisti, idealtipi dell’homo novus del Novecento.  Chiediamo con il saluto che più di tutti sintetizza questa divertente fusione: Eia! Eia! Cthulhu Fhtagn!

Antonio Albanese