LIBRI. Palestina 2048: tra distopie in Sci Fi e tragica realtà

33

Quando l’immaginazione incontra le dolorose realtà del passato e del presente, i ricordi non intrappolano più le menti e i cuori delle persone, ma diventano una scala per il futuro, esplorando nuovi percorsi e realtà parallele

Per i palestinesi, e per gli scrittori palestinesi in particolare, immaginare il futuro sembra impossibile quando non possono permettersi di sfuggire agli orrori del presente. Basma Ghalayini, curatrice della raccolta di racconti “Palestine +100” pubblicata da Comma Press, osserva che la fantascienza è come un “lusso”, poiché “il crudele presente (e il traumatico passato) hanno una presa troppo salda sull’immaginazione degli scrittori palestinesi”, riporta Egyptian Streets.

Per molto tempo, i riferimenti ai temi della resistenza, dell’occupazione, della perdita e del desiderio di una patria sono stati i temi più comuni nella letteratura palestinese, con scrittori come Ghassan Kanafani e Mahmoud Darwish tra i nomi più noti. La letteratura non è solo espressione dell’animo umano, ma anche forza di resistenza, un’arma politica e culturale che fermenta l’identità palestinese.

Nel surreale “Palestine +100”, la letteratura palestinese assume una piega più creativa e si immerge più a fondo nei mari dell’immaginazione.

È il 2048. La Palestina è ora liberata… ma fino a che punto? Nel commovente racconto “Il canto degli uccelli” di Saleem Haddad, scritto in memoria del giovane scrittore Mohammed Younis, suicidatosi nel 2017, la protagonista Aya è perseguitata dal fantasma del fratello Ziad, che le ricorda che “chi continua a resistere è considerato pazzo da chi non riesce a vedere i muri della prigione”.

Altre opere, come N di Majd Kayyal, esplorano con cupezza il modo in cui le famiglie vengono separate poiché solo alle giovani generazioni palestinesi è permesso entrare nel “mondo israeliano”, viaggiando attraverso tunnel per passare tra mondi paralleli.

In The Key, Anwar Hamed esamina come, nonostante i progressi in materia di sicurezza, gli israeliani continuino a vivere nel terrore, nell’isolamento e nella paura. Al posto dei muri fisici, ci saranno scudi trasparenti che consentiranno il passaggio solo a chi possiede il chip giusto (impiantato nel collo dei neonati). Ciononostante, lo stato psicologico degli israeliani continua a peggiorare, poiché molte famiglie sono tormentate dai rumori dei palestinesi che cercano di aprire le porte di notte.

Nel racconto di Mazen Maarouf, un attacco di nanobot nel 2037 annienta tutti i palestinesi, narrato dall’ultimo palestinese ancora in vita, rinchiuso in una teca di vetro.

Maddalena Ingrao

Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/