LIBRI. Messico: Dieguito e Il Centauro del Nord

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Venerdì 23 febbraio presso l’Ambasciata del Messico si è tenuta la presentazione del nuovo libro di Pino Cacucci, “Dieguito e il Centauro del Nord”, alla presenza dell’autore del libro e del giornalista Francesco Olivo.

L’Ambasciatore del Messico in Italia, Carlos García de Alba, ha dato il benvenuto a tutti gli ospiti e ha dato inizio all’introduzione del libro, che s’inserisce pienamente nella cornice dell’anniversario dei 150 anni delle relazioni diplomatiche tra Italia e Messico, che ricorre proprio nel 2024. L’Ambasciatore ha subito presentato Pino Cacucci come lo scrittore italiano contemporaneo che più conosce il Messico, grazie ai suoi viaggi e i periodi in cui ha vissuto in suolo messicano, che gli hanno permesso di assaporare la “messicanità” genuina. Pino Cacucci, artista polivalente, è autore di numerosi romanzi sul Messico e ha lavorato a traduzioni di opere messicane di grande rilievo, quale i libri di Paco Ignacio Taibo II. L’Ambasciatore ha poi proceduto a illustrare i tratti salienti del nuovo libro “Dieguito e il Centauro del Nord”, il cui centro focale è la figura di Pancho Villa, che viene coadiuvata attraverso i racconti di un nonno alla sua nipote. 

Dopo l’omaggio reso dall’Ambasciatore, è iniziato un momento di domande e risposte tra Francesco Olivo e Pino Cacucci, che è riuscito a restituire un’immagine storica del Messico di quegli anni in relazione al coinvolgimento emotivo dei protagonisti del libro. Il romanzo è un vero connubio tra biografia storica e immaginari più frutto di fantasia, tra storicità e romanzo, una letteratura di viaggio che diviene appunto romanzo storico. Il Messico è inserito non come sfondo, ma protagonista del racconto che restituisce una fotografia della realtà. La struttura del libro si articola in tre lassi temporali: 1916, 82-83-84, e l’oggigiorno nell’epilogo.

Alla domanda “Chi è il tuo Pancho Villa?”, l’autore afferma che bisogna allontanarci dall’immagine mitizzata e cinematografica, dato che Cucucci lo inserisce in una grotta, in una realtà completamente diversa da quella che siamo soliti pensare. Nel libro si vede un Pancho Villa riflessivo, pentito di nulla, ma gli pesano i suoi seguaci che lungo il sanguinoso cammino ha perso dal 1910 a circa il 1920. È un uomo ferito, stanco. Pancho si confida e si commuove, piange. Questo specifico passo della commozione è riportato nelle biografie ufficiali. Una delle sue riflessioni più forti che emerge, è quella legata all’istruzione: lasciare la popolazione o alcune classi sociali nell’ignoranza è uno strumento di potere. Nel libro, il nonno (allora bambino) racconta che fece proprio il maestro rurale grazie all’eredità morale lasciata da Pancho Villa. 

In effetti, i tesori di Pancho sono stati da lui usati per aratri e strumenti agricoli e per costruire una grande scuola. L’Hacienda abbandonata nello Stato di Chihuahua viene da Pancho e i suoi 100 fedelissimi trasformata in una comunità con un migliaio di persone in cui Pancho Villa poté istaurare ciò che aveva sempre immaginato.

Uno degli argomenti di cui si è trattato durante la presentazione è stato sicuramente quello legato al governo del presidente messicano Carranza e alla spedizione punitiva degli Stati Uniti contro Pancho Villa per fargliela pagare essendo l’unico straniero ad aver invaso –un’incursione – gli Stati Uniti. In realtà, va precisato che lui rimase lungo la parte messicana del confine; i suoi uomini entrarono in territorio statunitense. 

Olivo interroga Cacucci su come il Messico ricorda Pancho Villa. L’autore afferma che tuttora in Messico Pancho è un personaggio molto divisivo perché molto popolare. Parte dell’intelligentia ritiene che sia un bandito e faceva stragi, però Cacucci ritiene che fosse un rivoluzionario.

A margine della presentazione del contenuto del libro è stato mostrato un video della presidente della fiera del libro di Guadalajara, che fra l’altro sarà in Italia a giugno, in cui si congratula con Cacucci. Questa fiera in Messico è la seconda fiera al mondo sul libro dopo Francoforte, ed annunciano che vorrebbero che l’Italia fosse ospite d’onore proprio a Guadalajara con un omaggio a Pino Cacucci. Durante l’evento è stato anche ricordato che dal 5 novembre presso il Museo di Roma in Trastevere vi sarà una mostra fotografica sul Messico.

Paolo Romano e Marta Felici 

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