LIBRI. Manager per caso, guida alla sopravvivenza in azienda

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Ma Manager si nasce o si diventa? A spiegarcelo Angela Deganis, Marketing e communication strategist, da quindici anni pianifica e gestisce progetti strategici di marketing, digital marketing e comunicazione in azienda. Che ha deciso di fare un po’ di ironia sul mestiere di manager.

Il testo, dal titolo MANAGER PER CASO, esce in libreria il 28 ottobre ed è una vera e propria guida alla sopravvivenza in azienda firmata Morellini Editore. Un saggio umoristico di umanesimo manageriale su come cavarsela in azienda con il sorriso. Deganis solleva il velo di Maya e scandaglia senza pudore le idiosincrasie aziendali e le relazioni umane tra manager. Dunque, in sintesi, manager si diventa.

L’obiettivo del testo è quello di portare consapevolezza e sorrisi in azienda e rendere più leggero e piacevole il percorso dei giovani futuri manager e di chi, a dispetto dell’abbandono silenzioso, quiet quitting, e della great resignation, in azienda ci vuole restare e migliorare le cose dall’interno.

I dati, anche in Italia parlano chiaro. Secondo uno studio diffuso dal ministero del Lavoro, la percentuale di dimissioni volontarie è cresciuta del 37% nel 2021 rispetto agli anni precedenti. Il report “State of the glocal workplace” di Gallup evidenzia invece che solo il 21% dei lavoratori europei si sente ingaggiato nel suo lavoro e solo il 33% se ne sente appagato. Dati che raccontano un’insofferenza verso un certo tipo di ecosistema aziendale e la necessità di un nuovo approccio manageriale anche nel nostro paese.

Manager per caso, oltre a essere una guida lavorativa di umanesimo manageriale imbevuta di una abbondante dote di umorismo, è la risposta semiseria al disagio del manager, un sussurro alla coscienziosa e pacifica rivoluzione del professionista che non se ne vuole andare, in sit-in per una vita serena anche tra le quattro mura aziendali.

Pensato per manager, giovani, studenti e per chiunque abbia un capo o un collega “Manager per caso” consta di quattro sezioni.

Ne “Il popolo dei manager” incontriamo diciotto sfumature di manager la cui descrizione è preceduta da una citazione che ne stigmatizza l’essenza. Dal manager Ponzio Pilato che se ne lava puntualmente le mani al manager Cassandra che predice il futuro ma ognuno di noi ovviamente non le crede, fino al più temuto di tutti, il Grande Dittatore. E ancora i manager Willy Wonka, Nerd, Vulcano, Chanel, Peter Pan, il manager scalatore e molti altri.

Nella sezione “Vita da manager” incappiamo in scene di vita vissuta in azienda, dal reale male endemico nelle aziende – la riunionite – alle cene di reparto e alle relazioni che i manager per caso intessono tra di loro, con i veri manager e con le figure che ruotano attorno al mondo aziendale, dai formatori ai consulenti, fino ai manager di aziende terze.

Pills, sezione dedicata alle pillole di sopravvivenza, e il test “E tu che manager sei?” In quarta di copertina un Qrcode rimanda ai contenuti integrativi dell’Extended book, la nuova piattaforma Morellini che permette di andare oltre il libro, seguire i consigli manageriali dell’autrice in formato video, scoprire quali libri, film, serie tv e guru hanno ispirato Manager per caso e ascoltare le playlist per un Manager che non deve chiedere mai.

«Secondo l’Istat 17.800.000 italiani lavorano in azienda. Di questi 113.000 sono dirigenti e 441.000 manager», ricorda l’autrice Angela Deganis. «On line, in sala mensa, nei corridoi, su Teams, Hangouts e Googlemeet talvolta si respira tangibile la difficoltà di gestione della vita in azienda. Mi sono chiesta, con una platea così numerosa, perché non parlarne. Perché non allietare la giornata faticosa del manager con una lettura nella quale identificarsi sorridendo di sé stessi? Perché non formare i giovani potenziali manager a un’azienda migliore e sostenibile?».

Manager per caso nasce da questo afflato, sotteso dalle teorie del filosofo coreano Byung-Chul Han e da un grande insegnamento della disciplina giapponese dell’Ikigai per cui la ricerca di un proprio posto nel mondo (anche lavorativo) coincide con la conquista di un proprio equilibrio.

Graziella Giangiulio