LIBRI. La fine dell’Umanità 2.0

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Sapiens Da Animali a Déi, breve storia dell’umanità è un approccio olistico all’evoluzione dell’uomo. Edito da Bompiani per l’Italia di Yuval Noah Harari spiega, in 540 pagine, e 20 capitoli  come l’essere umano Homo Sapiens abbia in centomila anni annientato le altre sei specie umane presenti sulla terra. 

Di come l’umanità abbia trucidato e estinto gli animali giganti e di come non contenti abbiamo scelto delle specie animali per farne dei famigli, delle risorse per sopravvivere del cibo. Così dicasi per le piante. Sono tre le grandi rivoluzioni della storia, la rivoluzione cognitiva 70.000 anni fa che dette inizio alla storia umana, la rivoluzione agricola 12.000 anni fa e quella scientifica 500 anni fa, racconta come centomila anni fa almeno sei specie di umani abitavano le terre emerse. 

Oggi ci siamo solo noi, l’homo sapiens, e il libro spiega come, attraverso l’immaginazione e la fantasia, siamo diventati i dominatori del pianeta: siamo i soli animali che possono parlare di cose che non sono reali, come divinità, nazioni, leggi, soldi, consumismo”. L’uomo dalla sua apparizione sulla terra ha mantenuto delle costanti: viaggia, apprende, si allea se serve, tende a prevalicare, vive in comunità, piccole o grandi che siano, e ancora quando la natura non ci sopporta più si ribella. Gli esseri umani antichi erano pervasi di violenza e non si curavano molto di chi restava indietro. Insomma, un approccio olistico che mostra l’evoluzione come un miglioramento etico e morale, ma non nello stile di vita. 

Da sempre l’uomo prende ciò che vuole, ma siamo arrivati alla resa dei conti. In chiusura infatti l’autore scrive: «il Mito di Frankenstein mette Homo Sapiens di fronte all’eventualità che stiano rapidamente avvicinando i suoi ultimi giorni […] Lo sviluppo tecnologico condurrà presto alla sostituzione di Homo Sapiens da parte di esseri totalmente differenti, in possesso non solo di caratteristiche fisiche diverse manche di diversi mondi cognitivi ed emotivi». Una nuova evoluzione dell’essere umano che scriverà qualcuno nel futuro. 

Graziella Giangiulio