LIBRI. La breccia storiografica tra passato e futuro

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In sociologia una profezia che si autoavvera è una previsione che si realizza per il solo fatto di essere stata espressa. Predizione ed evento sono in un rapporto circolare, secondo il quale la predizione genera l’evento e l’evento verifica la predizione. Questa espressione fu coniata dal sociologo statunitense Robert K. Merton nel 1948. Nel pensiero filosofico italiano, ben prima, Gian Battista Vico esprimeva una simile teoria, mutatis mutandis, sintetizzabile nel concetto dei Corsi e ricorsi della Storia.

Si tratta, oggi, di un concetto chiaramente espresso nelle scienze sociali ma che stenta a essere utilizzato anche nel fenomeno storiografico: la descrizione e narrazione storica, viaggia ancora per sviluppi lineari e non circolari come afferma Merton, e quindi si è mostrata restia ad accettare che il passato influenzi il futuro in maniera concreta e fattuale, attraverso le azioni degli attori del presente.

Napoleone Deve Morire, Salerno Editrice, autori Francesco Benigno e Daniele Di Bartolomeo, è un opera interessante di ricerca storiografica che ci catapulta in questo “gioco di specchi” come lo definiscono i due autori, tra passato antico, era quello di riferimento per gli uomini del Settecento, e la loro realtà dell’agire politico rivoluzionario; così come molti anni dopo , i bolscevichi agirono nella Rivoluzione Russa. Non una mera ripetizione di atti ma una sorta di “ispirazione e motivazione” dell’agire politico del presente che circolarmente si nutre di esperienza pregresse e che influenza gli eventi del futuro.

«Questo libro si interroga proprio sul significato che la ripetizione storica ha avuto per chi ha vissuto quell’epoca tumultuosa che siamo soliti chiamare “Rivoluzione Francese” Il suo obiettivo è stabilire in che misura l’idea della possibilità che gli eventi passati possano in futuro ripresentarsi abbai influenzato non solo i discorsi ma anche le azioni, le scelte dei protagonisti del tempo (…) Questa percezione inquieta si è affacciata a tratta anche nella valutazione di avvenimenti, personalità e movimenti contemporanei, producendo l’impressione che ciò che accade non sua altro che la replica di qualcosa che è già accaduto e l’anticipazione, forse, di ciò che accadrà; in altre parole il sentimento di una breccia tra passato e futuro»

Antonio Albanese