LIBRI. Il Monument Man della Restaurazione

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Siamo in Italia e siamo agli inizi dell’800; Napoleone conquista gran parte della Penisola, arriva fino a Roma. Inizia il saccheggio delle opere dei grandi nomi dell’Arte italiana. Dovranno andare a riempire le sale di una nuova struttura politico-artistica tesa a glorificare il nuovo centro del mondo: Napoleone e Parigi. Questa struttura ancora oggi esiste: è il Louvre.

Napoleone così spiega il grande saccheggio a Jacques Pierre Tinet: «Parigi deve diventare la capitale del mondo. Per diventare la capitale del mondo, deve diventare la capitale dello spirito del mondo. E lo spirito lo soffiano gli dei. Non altri. Gli dei. E gli imperatori. Per adesso trovatemi gli dei (…) Se lo vogliamo – e noi lo vogliamo! – possiamo costruire un spero così vasto e duraturo da essere ricordato come si ricorda l’antico Impero romano e una città immortale come Roma. La nostra potenza sarà così incontrastata che dovremo dar vita a una Roma ancora più grande, più gloriosa, più possente. Parigi non sarà soltanto la più bella città mai esistita: sarà la città più bella che mai potrà esistere».

Uno stupendo programma politico e culturale intriso del mito della romanità imperiale cui il Corso era imbevuto e appassionato. Napoleone, infatti, leggeva accanitamente i classici latini, oltre che Cesare, Tacito e altri, testi che lo accompagneranno fino a Sant’Elena.

L’avvincente romanzo di Luca Nannipieri, noto storico dell’arte, Candore Immortale (Rizzoli), fa muovere i suoi personaggi in questo scenario. Si tratta di personaggi veri e reali, su cui giganteggia, nelle sue diverse sfaccettature dell’animo, Antonio Canova, il novello Fidia, polivalente genio dell’arte che si muove a Roma e che da qui viaggia fino a Parigi, chiamato da Napoleone stesso.

Nannipieri descrive Canova e le sue passioni, la sua opera e la sua vita, riprendendo carteggi dell’epoca, ispirato anche dalla poliedrica personalità dell’artista che caduto Napoleone fu l’artifice, o tra gli artefici, delle restituzioni delle opere sottratte dai francesi ai loro legittimi proprietari. Ed è così che il gruppo del Laocoonte ritorna a Roma. Attorno a questo gruppo marmoreo, stupendo nella sua dinamicità, si muove la vicenda che intreccia eros e thanatos nella vita di Antonio Canova. Di più non vi sveliamo per non rovinarvi la godibile lettura.

Per chi volesse poi, il Laocoonte si può ammirare ai Musei Vaticani. Ne vale la pena.

Antonio Albanese