LIBRI. Gli Extraterrestri saranno fra di noi in un futuro non troppo lontano

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Mentre scriviamo, in questi giorni gira uno spot pubblicitario che ricorda a tutti una data: 2040, anno in cui la scarsità idrica diverrà realtà; lo stesso deve dirsi per i rischi connessi al cambiamento climatico che porteranno ad un innalzamento della temperatura, ad uno scioglimento dei ghiacci polari (già oggi l’Antartide fiorisce annualmente e il Passaggio a Nord Ovest artico è realtà) e alla scomparsa di molte delle linee di costa che oggi ci sono familiari.

Anni fa era uscito uno studio scientifico in cui si diceva, in sintesi, che il clima sarebbe cambiato radicalmente e che la fascia temperata oggi sul Mediterraneo, si sarebbe “spostata” verso Nord, sul Baltico e quindi si sarebbe spesa la tintarella e fatto il bagno non in Grecia o In Sicilia, ma sulle coste “temperate” di Svezia, Estonia, Lituania o Lettonia. Ebbene nella distopia raccontata da Giuseppe Di Clemente e Marco Capocasa, Elbrus (Armando Curcio Editore), ambientata nel 2155, tutto ciò è realtà. Anzi di più. Se oggi l’ESA ci sembra la parente povera della NASA, o giù di lì, nel mondo di Elbrus (che è una montagna del Caucaso), l’EASA, la Euro-Asiatic Space Agency, è diventata un’agenzia di sicurezza globale e spaziale nello stesso tempo, un mix fra NSA, CIA e NASA, per intenderci.

A livello sociale, non andiamo meglio: le migrazioni dei mediterranei verso nord, provocano la reazione dei locali baltici e la politica è semplicemente impotente a gestire la situazione.

Ci sono “muri” che bloccano l’alzarsi della marea nel Baltico, dove si svolge la vicenda, precisamente tra l’odierna Estonia e la Russia. Insomma la Terra è allo stremo. Se nella Hard Science Fiction degli anni Quaranta del secolo scorso, e anche nella successiva hard sci fi o cyberpunk, la soluzione era terraformare i pianeti o trovare di simili per creare colonie, nell’universo di Di Clemente e Capocasa, tutto ciò non è più possibile, è stato un fallimento: l’essere umano non si adatta all’ambiente alieno e muore.

Insomma manca poco all’anno Zero, alla Fine dei Giorni, per l’Umanità. Fino a che… e di più non vi sveliamo.

La trama si deve dipanare secondo le modalità di ciascun lettore e quindi qui ci fermiamo.

Per gli amanti della Fantascienza, sono molte le eco presenti che testimoniano una profonda conoscenza del genere: da A come Andromeda, Alien passando per Alien Nation fino a Event Horizon o Species e via così. Tutto questo non deve stupire i due autori hanno un retroterra scientifico culturale e fantascientifico di elevato livello.

Non mi resta che augurarvi buona lettura!

Antonio Albanese