LIBRI. Esce oggi il nostro nuovo libro: Focus Geopolitico Siria 2026

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Da oggi è disponibile il nostro Focus Geopolitico sulla Siria. 

Si tratta di un’analisi ricca e dettagliata, frutto di un meticoloso lavoro di ricerca del nostro team OSINT su uno dei più complessi scenario mediorientali che poco più di  un anno fa è stato tetro di un improvviso cambio di regime. 

“Il cambiamento in Siria sembra essere più formale che reale. Le elezioni dell’Assemblea popolare rappresentano un passo importante dal punto di vista simbolico, ma sul piano sostanziale il processo resta ancora molto controllato. Il problema emerso è che questo sistema è nato in un contesto estremamente fragile. 

Dopo 14 anni di guerra civile, milioni di siriani sono sfollati o senza documenti. Non esiste un registro affidabile, e la distribuzione dei seggi si basa ancora sul vecchio censimento del 2010. Inoltre, le aree caratterizzate da tensioni militari e politiche – come as-Suwayda e le zone curde nel nord-est, inclusa Raqqah – sono state inizialmente escluse dal processo elettorale a causa dell’assenza di sicurezza e della mancata presenza effettiva del governo centrale nei territori controllati dall’Amministrazione Autonoma. 

Solo dopo l’accordo del 30 gennaio 2026 tra Damasco e le SDF, con il progressivo ritorno delle istituzioni statali a Raqqah e ad al Hassakah, si è riaperta la possibilità di reintegrare queste aree nel quadro elettorale nazionale, riaccendendo il dibattito sulla rappresentanza e sulla legittimità del processo. È quindi molto difficile parlare di una rappresentanza reale. Rimane inoltre la possibilità che il potere presidenziale – attraverso la nomina di un terzo del parlamento – continui a fungere da strumento di controllo politico. In definitiva, le elezioni sono state considerate un banco di prova per le intenzioni e la credibilità del governo provvisorio; ma la mancanza di partecipazione diretta dei cittadini, l’insufficiente trasparenza e l’assenza di un reale pluralismo rischiano di compromettere la legittimità del nuovo parlamento. 

La transizione siriana resta dunque lunga e incerta. Alla luce di tutto questo, possiamo parlare dell’inizio di un lento processo di democratizzazione oppure solo di una parentesi formale? “

La riposta sta a tutti i nostri lettori e a quanti ci seguono da sempre, tra le righe del progetto di analisi siriano.

Il testo può essere scaricato gratuitamente cliccando qui.

Antonio Albanese

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