LIBRI. Drone’s & Cons: il nuovo libro di AGC Communication su come è cambiata la guerra

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È disponibile il nuovo libro di intelligence di AGC Communication: Drone’s & Cons. Progresso tecnologico e vecchie tendenze umane.

Stavolta affrontiamo le nuove sfide tattiche e di intelligence poste dall’utilizzo dei droni nelle operazioni belliche in Siria, Libia e poi nel NagornoKarabakh: è cambiato il concetto stesso di operazioni cinetiche.

Ecco un breve passo dell’introduzione.

«Ogni età ha il suo tipo di guerra, le sue condizioni che la limitano e le sue peculiari preconfezioni» affermava Carl von Clausewitz e probabilmente oggi si è assistito ad un passo avanti dal punto di vista dottrinario e strategico. Dopo circa un ventennio caratterizzato dalla costante ricerca di condotta asimmetrica del conflitto e al relativo contrasto, un ventennio fatto di terrorismo e lotta al terrorismo, di proxy warfare e hybrid warfare, di dibattiti sulla paternità della nuova dottrina russa, si è osservato invece in un biennio il ritorno al conflitto simmetrico, all’alta intensità, all’attrito. Non che il conflitto in Siria, e in parte in Iraq, non avesse mostrato queste peculiarità dal 2011 ad oggi, ma all’attrito si sono aggiunti una chiara strategia di propaganda con l’uso molto sviluppato dei social network, di milizie proxy per aumentare in poco tempo il numero dei propri uomini a proprio favore, l’uso di strumenti di electronic warfare e soprattutto un nuovo impiego, o un utilizzo affinato, dei droni. Questo libro è dedicato proprio a questo.

L’attore principale di questi conflitti però non sono stati gli Stati Uniti, la Russia o la Cina, bensì la Turchia che ha approfittato di scenari politici interni e internazionali (elezioni americane, pandemia, debolezze politiche interne …) per intervenire in alcuni scenari riportando vittorie tattiche fondamentali per lo sviluppo della propria strategia sul lungo periodo. L’aggressività politica turca è stata usata nei giusti luoghi e ai momenti giusti, senza essere anticipata da altri attori che non hanno risposto lasciando campo libero ad Ankara, che ha usato anche gli strumenti giusti. Proprio l’uso dei droni da parte turca ha rappresentato in larga parte il game changer che ha portato alla vittoria militare e/o all’ottenimento di risultati voluti.

Il risultato voluto è chiaro e non è nuovo: portare il nemico a trovarsi nella situazione di subire uno choc sistemico che ne destruttura il dispositivo causando, in caso di prolungamento del conflitto, perdite troppo elevate, obbligandolo a cessare le ostilità. A riconoscere la sconfitta. In questo l’uso dei droni è stato fondamentale, un chiaro sviluppo della dottrina douhettiana dell’arma aerea con gli strumenti del nuovo millennio. Di fatto l’uso dei droni si è dimostrato un avanzamento dottrinario, un aumento della capacità operativa trasformato in vantaggio tattico e strategico, o meglio un incremento dell’effettività militare (o military effectiveness). L’uso dei droni non ha rappresentato solo una modifica della condotta della guerra in ambito tattico e strategico, ma anche un avanzamento scientifico e una questione economica.

Il testo è disponibile sulle principali piattaforme librarie on line. Scrivere a segreteria.redazione@agccommunication.eu per avere informazioni sull’acquisto e sulle disponibilità.

Redazione