LIBRI. Dove portano i binari della nuova Amministrazione Biden?

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«Forse Joe Biden, con la sua capacità di dialogare con tutti, è l’uomo giusto al posto giusto per cercare di avviare un processo di ricucitura dei rapporti sia con i partner internazionali, sia all’interno degli Stati Uniti. O forse, proprio questa capacità è ormai superata dagli eventi, che dopo il quadriennio Trump hanno reso queste spaccature irreversibili e un ritorno ai tempi passati impossibile. Sembra banale dirlo, ma solo il tempo ci permetterà di capire quale dei due scenari si avvicinerà di più alla realtà, e se Biden verrà ricordato più come il vicepresidente di Obama o come il presidente che è riuscito a traghettare gli Stati Uniti fuori da uno dei loro periodi più tempestosi».

Così Carlo Castellaneta, ambasciatore italiano e uomo di elevata conoscenza della politica internazionale, termina il prologo al suo interessante instant book dedicato alla presidenza Democrat di Joe Biden, A proposito di Joe (Paesi edizioni).

Castellaneta da par suo, ci guida nei meandri di quella che si sta caratterizzando come una presidenza delicata e assai particolare, sul piano politico interno e, in particolare su quello internazionale. i recenti fatti relativi alla gestione politica internazionale del’Amministrazione democratica stanno fornendo la prima risposta alla dimanda di Castellaneta; il recente annuncio del ritiro dalla “guerra più lunga” in Afghanistan, che lascia di fatto molti membri del Pentagono con la bocca asciutta perché del tutto bypassati, ha fatto alzare parecchie sopracciglia, una su tutte quella dell’ex direttore Cia, generale e padre della nuova counterinsurgency, David Petraeus, che ha definito avventata la decisione perché lascerebbe un vuoto che si talebani andranno a riempire in brevissimo tempo e vanificherebbe anni di presenza statunitense in Asia, lasciando il campo libero a Pechino, che già ha fatto sapere non ufficialmente l’intenzione di inviare “peacekeepers” in Afghanistan.

La nuova contrapposizione con Mosca che sembra non funzionare poi troppo bene: sanzioni e disponibilità non vanno certo d’accordo con un leader navigato con Vladimir Putin, né tantomeno la vicinanza turca a Kiev e così via. Mosca ha rigettato la proposta di un incontro e ha messo in guardia Nato e Usa dall’interferire nei suoi affari interni (ed anche prossimi). La nuova postura con l’Iran o quella con la Corea del Nord, paesi che hanno ripreso in diversi modi il proprio programma nucleare, ad esempio.

Si tratta di un utile testo per comprendere su quali binari si muoveranno le prossime mosse dell’attuale inquilino della Casa Bianca.

Luigi Medici