LIBRI. Alle radici del disagio sociale contemporaneo

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Nelle pagine di cronaca troppo spesso lèggiamo di tragici e cruenti episodi di violenza che vedono al loro centro uomini, di età disparate, ma troppo spesso giovanissimi, commettere atti di violenza verso persone dell’altro sessi o verso coetanei ritenuti “deboli” e quindi vere e proprio vittime sacrificali sull’altare della pretesa propria superiorità. 

Il recente libro Disagio sociale. Dal bullismo al codice rosso (Jolly Roger 2024), volume collettano che raccoglie gli atti di un convegno tenuto nel dicembre 2023 a Roma, getta luce su queste manifestazioni di un disagio sociale che non sembra avere età definita ma diffusione elevata. 

Qui di seguito un breve passo dell’introduzione. 

“Guerre, stupri, omicidi di massa, femminicidi, sono tutte notizie all’ordine del giorno; codici rossi, ricordi costanti di come l’aggressività sfocia in violenza; modelli inadeguati per giovani ragazzi che, per l’utilizzo eccessivo delle tecnologie, hanno progressivamente regredito le capacità comunicative e sociali, perdendo l’abilità di elaborazione dei sentimenti. 

Il 25 luglio del 2019 è stata pubblicata la Legge n. 69 denominata Codice Rosso, per cercare di tutelare le vittime di violenza domestica e di genere. All’interno della legge vengono inseriti quattro nuovi reati tra cui: Revenge Porn, ovvero la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso dei soggetti interessati e il reato di sfregio. 

Sono state inoltre inasprite le pene sui maltrattamenti e stalking, violenza sessuale, violenza domestica e di genere. In una società al cui centro è posto il singolo individuo, dove vengono elogiati i vantaggi del modello stereotipato, ove la comunità non è più un punto di riferimento, di aiuto ma bensì una realtà con cui paragonarsi, da cui dover emergere, il singolo trova come unico elemento adeguato a distinguersi, sovrastare chi ha intorno. 

Avendo perso la capacità di comunicazione con l’altro, l’individuo si rifugia nelle emozioni primarie, quali gioia, rabbia, paura, ansia e tristezza, servendosi quindi di quelle emozioni che è stato in grado di comprendere nei primi mesi della sua vita. La paura e l’ansia di non corrispondere allo standard richiesto dalla società è il motore principale delle azioni che vengono intraprese, sfociando in situazioni dove il singolo pone al centro le proprie incertezze, le proprie preoccupazioni e la propria rabbia”.

Antonio Albanese

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