LIBIA. Tensioni al Confine con il Ciad. Da Rapimento a Rilascio Diplomatico

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È di nuovo riaccesa la tensione lungo il confine tra Libia e Ciad, con nuovi episodi di violenza e rapimenti ai danni dei cittadini libici e di autisti nella regione di Kufra, nel sud del Paese, in relazione a rotte di contrabbando e controllo delle risorse e dei territori. Kufra è da sempre teatro di scontri tra tribù e milizie, sfruttando proprio la presenza di commercianti per estorsioni ed anche rapimenti. Nel corso degli anni più volte sono stati documentati casi simili anche di altre nazionalità come egiziani, sudanesi e ciadiani stessi che lavoravano su rotte commerciali difficili. La zona è da sempre ritenuta, infatti, un nodo cruciale per il contrabbando (di armi, carburante ed anche persone) con le persone che diventano bersagli di violenze. 

Proprio sui social media sono circolati video provenienti da account ciadiani sulla piattaforma TikTok, mentre venivano mostrati uomini armati del Ciad intenti ad arrestare camionisti originari di Kufra: video ed immagini hanno contribuito ad alimentare indignazione e preoccupazione nell’opinione pubblica libica. Da subito, il Consiglio municipale di Kufra ha condannato con forza il rapimento e la tortura di un residente della città all’interno del territorio ciadiano, definendo l’episodio una grave violazione dei diritti umani. Come misura precauzionale, le autorità locali hanno disposto la sospensione temporanea del traffico dei camion da e per il Ciad attraverso Kufra, fino a quando non sarà garantita la sicurezza dei cittadini coinvolti.

Agli attacchi, sono seguite le attivazioni da parte delle autorità di entrambi gli Stati di canali politici e di sicurezza per contenere l’escalation, riferendo nello specifico di un contatto diretto e quasi repentino tra le autorità ciadiane e il Capo di Stato Maggiore forze terrestri e vice-comandante delle LAAF, Generale Saddam Haftar, che avrebbe portato all’arresto del gruppo armato ritenuto responsabile dell’aggressione. Anche le autorità del Ciad avrebbero raccomandato a loro volta l’applicazione delle pene più severe contro gli autori dell’attacco, assicurando un impegno formale a prevenire il ripetersi di simili episodi in futuro. Parallelamente, a Tripoli è stata istituita una cellula di crisi per seguire il dossier dei libici detenuti in territorio ciadiano.

Di fronte al deteriorarsi della situazione, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale del GNS ha annunciato la creazione di una cellula di crisi dedicata al monitoraggio dei libici detenuti in Ciad. La cellula, presieduta dal Ministro degli Esteri, Abdul Hadi al Hawij, si è riunita d’urgenza con i dipartimenti competenti per valutare gli sviluppi e gli ultimi aggiornamenti relativi ai detenuti. Il Ministero ha fatto sapere che il meccanismo di crisi è in sessione continua e opera in stretto coordinamento con le autorità interne ed estere, inclusi i canali diplomatici ufficiali, con l’obiettivo di garantire la sicurezza dei cittadini e accelerare la soluzione dei singoli casi. È stato inoltre rivolto un appello ai libici affinché informino il Ministero in caso di spostamenti verso aree considerate sensibili o soggette a tensioni.

A non rimanere in silenzio è stato anche il ministro degli Esteri ciadiano, Abdallah Saber, che è intervenuto pubblicamente sul dossier, confermando che N’Djamena, Capitale del Ciad, ha seguito il caso dei cittadini ciadiani detenuti nella città libica di Kufra, in connessione con il rapimento di due autisti libici all’interno del territorio del Ciad. Il capo della diplomazia ciadiana ha preso atto del coordinamento in corso con le autorità libiche e ha sottolineato che le forze di sicurezza del suo Paese stanno ancora dando la caccia ai responsabili del sequestro. Entrambe le parti, ossia la rappresentanza libica e quella ciadiana hanno tenuto a far sapere che quanto accaduto non rispecchia la natura storica delle relazioni tra i due popoli, evidenziando la necessità di lavorare a una soluzione rapida che tuteli gli interessi comuni ed eviti un’escalation sul piano diplomatico o della sicurezza. Dopo la diffusione di un video che mostrava l’aggressione subita dai camionisti, il direttore dell’ufficio stampa della municipalità di Kufra, Abdullah Suleiman, ha annunciato il rilascio dei conducenti detenuti in Ciad. Secondo le informazioni diffuse a livello locale, i camionisti avrebbero recuperato i propri veicoli e sarebbero ripartiti in direzione della città di Am Jarass, scortati dall’esercito ciadiano.

Il Ministero degli Esteri del GNS ha evidenziato come il Comando Generale delle Forze Armate, il governo libico e le agenzie di sicurezza, in stretto coordinamento con il Consiglio municipale e gli anziani di Kufra, abbiano condotto una serie di contatti per garantire il rilascio dei cittadini libici detenuti in Ciad. Secondo Tripoli, il comitato di crisi ha portato a termine con successo il proprio mandato, confermando la volontà dei due Paesi di affrontare con responsabilità incidenti che rischiano di destabilizzare un’area di frontiera già estremamente fragile

Camilla Montanari

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