LIBIA. Mercenari sudanesi pagati dagli Emirati Arabi Uniti con Haftar

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Il principe ereditario degli Emirati Arabi Uniti Mohammad bin Zayed avrebbe fatto volare mercenari sudanesi per combattere in Libia nelle fila di Khalifa Haftar su aerei privati.

Stando al comunicato pubblicato il 25 dicembre da Euro-Med Human Rights Monitor, Euro-Med, ripreso dal quotidiano turco Yeni Safak, i sudanesi sarebbero stati fatti volare dall’aeroporto di Geneina su jet diretti in Libia, ricevendo uno stipendio mensile di 1.000 sterline sudanesi pari a circa 22 dollari. Euro-Med prosegue affermando che il 50 per cento delle forze di Haftar sono costituite da mercenari che sono stati portati dal Sudan a bordo di aerei degli Emirati Arabi Uniti.

Euromed afferma che «l’invio da parte degli Emirati Arabi Uniti di mercenari sudanesi e mercenari di altre nazionalità è “un atto vergognoso che richiede assunzioni di responsabilità”», invitando il Comitato di esperti dell’Onu a lavorare per indagare sui crimini commessi in Libia e «identificare le responsabilità delle parti internazionali nel conflitto, che aprirebbe la strada per assicurare alla giustizia le persone coinvolte».

Euromed Monitor dichiara che il numero di mercenari sudanesi in Libia ha raggiunto quasi le 3.000 unità, e che gran parte di questi mercenari ha avuto una precedente esperienza di combattimento, come risultato della loro partecipazione alla guerra del Darfur.

Euro-Med Monitor afferma che il Sudan continua a violare chiaramente l’embargo Onu e continua a fornire sostegno militare alle parti in conflitto in Libia, il che significa un aumento della portata e delle violazioni contro civili indifesi; secondo un funzionario sudanese, il contributo del Sudan è pari al 50% degli sforzi militari in Libia.

Si legge nel documento Euro-Med: «L’ambasciata degli Emirati Arabi Uniti a Khartoum aveva inviato una lettera nel maggio 2019 al ministero degli Affari Esteri della Repubblica del Sudan, chiedendo il permesso diplomatico per due aerei C130 + G17 delle forze armate degli Emirati Arabi Uniti di atterrare all’aeroporto di Geneina a ovest del Sudan, per trasferire membri delle forze sudanesi, il che rende gli Emirati Arabi Uniti i diretti responsabili delle violazioni commesse da queste forze in Libia”».

La Presidenza turca, nel frattempo, ha presentato il 30 dicembre una mozione all’Ufficio del Presidente del Parlamento per l’invio di truppe in Libia. Il Parlamento discuterà la mozione il 2 gennaio 2020. L’Akp e l’Mhp hanno annunciato che appoggeranno la mozione, mentre il Chp, l’Iyi e l’Hdp si sono già schierati contro.

Antonio Albanese