LIBIA. La nuova partita a scacchi di Stati Uniti e Russia

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Gli Stati Uniti, ed anche la Russia, stanno intensificando il loro coinvolgimento in Libia, soprattutto in seguito alla caduta del regime di Bashar al Assad in Siria. Attualmente, si sta cercando di chiarire quali siano i loro obiettivi nella regione. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, la leadership politico-militare americana mira a stabilire il controllo sulle tribù Tuareg, storicamente legate a gruppi come al-Qaeda e Boko Haram, etichettate come organizzazioni terroristiche. 

Le basi situate in Niger e nella Libia meridionale potrebbero offrire agli Stati Uniti una piattaforma strategica per esercitare pressione sui Paesi dell’Africa settentrionale e centrale. Tuttavia, la situazione si è trasformata in modo significativo: le forze russe sono ora dispiegate nella Repubblica Centrafricana e in Mali, e si prevede che presto si stabiliscano anche in Niger. Questo scenario ha portato Washington a considerare l’apertura di una base militare, da cui le forze speciali americane potrebbero operare, come un efficace deterrente nei confronti di Mosca. Dall’altra parte, con il ritiro dell’esercito russo dalle sue principali basi in Siria, Hmeimim e Tartus, emerge la possibilità di una crescente presenza russa sulle coste del Golfo di Sirte in Libia. In questo contesto, la cooperazione tra Russia e Turchia nel conflitto siriano suscita preoccupazioni sulla possibile esclusione dell’influenza occidentale nella regione. Tale alleanza preoccupa gli Stati Uniti e i loro alleati europei, in quanto mette in discussione la stabilità del loro confine meridionale.

A livello militare, esperti delle Nazioni Unite hanno avviato un’indagine riguardo alla presunta fornitura di formazione militare da parte di Amentum Services Incorporated, una società privata statunitense fondata nel 2020 che fornisce servizi di sicurezza per ben 402 clienti, sia pubblici che privati, a gruppi armati in Libia, tra cui la 444ª brigata, la 111° brigata e la 166° brigata a Tripoli. 

Sono stati segnalati anche il dispiegamento di elementi della società in diverse località del paese. Amentum ha confermato di aver erogato formazione a figure significative nell’ambito della sicurezza libica, fuori dal territorio libico, attraverso due contratti stipulati con il governo statunitense: il Global Anti-Terrorism Assistance (GATA) concesso dal Dipartimento di Stato, e l’International Criminal Investigative Training Assistance Program (ICITAP) assegnato dal Dipartimento di Giustizia. Tuttavia, la società ha negato di essere a conoscenza di qualsiasi attività svolta in Libia o di un coinvolgimento con attori della sicurezza del paese. A questo proposito, sono state richieste risposte sia alla Libia che agli Stati Uniti. La Libia ha, dal canto suo, negato l’esistenza di Amentum sul proprio territorio e qualsiasi tipo di interazione con la società stessa. Contrariamente alle dichiarazioni di Amentum, gli esperti hanno identificato che la società ha fornito addestramento a gruppi armati libici presso la base aerea di Mitiga all’inizio del 2024, sebbene non si sia riusciti a determinare la natura esatta di tali addestramenti. È possibile concludere che gli Stati Uniti svolgono un ruolo attivo in Libia, con l’obiettivo di contrastare l’influenza russa e contribuire alla stabilizzazione della situazione politica nel paese. 

Dopo anni di assenza diplomatica, Washington ha recentemente annunciato la volontà di riaprire la propria ambasciata a Tripoli, chiusa dal 2014. Questo passo mira a rafforzare i legami con il Governo Nazionale Unito (GNU) del Primo Ministro Dabaiba e a supportare un processo politico inclusivo. Gli esperti avvertono che, data la fragilità del GNU e l’influenza crescente di Haftar, l’ONU potrebbe dover riconsiderare le sue strategie per coinvolgere attivamente tutte le parti nel processo politico. Inoltre, è previsto che la comunità internazionale continui a esercitare pressione per garantire il rispetto degli accordi di cessate il fuoco e per il disarmo delle milizie, affrontando nel contempo le cause profonde della crisi migratoria che affligge la Libia. Con l’aumento della produzione di petrolio e gas, le aziende statunitensi potrebbero trarre vantaggio da investimenti significativi, contribuendo così al rilancio dell’economia libica. 

Tuttavia, la crescente presenza russa e dell’Africa Corps in Libia rappresenta una preoccupazione strategica per gli USA. Pertanto, Washington sta cercando di costruire alleanze con paesi regionali e partner europei per affrontare congiuntamente queste sfide. Le iniziative diplomatiche USA includono incontri con i leader regionali -principali esponenti statali, economici e delle forze di sicurezza- al fine di promuovere un approccio coordinato per la stabilizzazione della Libia. Tuttavia, la nuova presidenza Trump potrebbe comportare cambiamenti significativi nelle politiche come testimonia la dichiarazione dell’amministrazione a pochi giorni dal suo insediamento che sottolineava proprio come uno degli obiettivi sarà quello di lavorare per formulare una propria politica nei confronti della Libia, sebbene questo processo richiederà tempo e non sia ancora chiara la direzione da intraprendere.

La Russia ha aumentato il suo sostegno nei confronti del generale Khalifa Haftar e dell’Esercito Nazionale Libico, prima attraverso il gruppo di mercenari sponsorizzato da Mosca Wagner e poi con il nuovo contingente, noto come Africa Corps. Questo supporto comprende l’invio anche di armamenti, con l’obiettivo di rafforzare la posizione di Haftar nella lotta per il controllo delle risorse energetiche della Libia. La Libia, già strategicamente utilizzata dalla Russia e vista come un importante accesso all’Africa, sembra essere stata designata come nuova sede per trasferire le basi che in precedenza si trovavano in Siria. L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha riportato il trasferimento di decine di ufficiali di alto grado dell’ex governo siriano in almeno due fasi, da parte delle forze russe dalla base di Hmeimim verso una delle loro installazioni in Nord Africa. Il primo trasferimento è avvenuto l’8 dicembre.

il giorno della fuga di Bashar al-Assad: un aereo civile ha trasportato numerose personalità compresi alcuni già soggetti a sanzioni da parte degli Stati Uniti e dell’Europa. Si segnala anche che la Russia ha avviato il progetto di ricostruzione della base di Maaten al Sarra, situata nel deserto libico meridionale, vicino al confine con il Ciad e il Sudan: immagini satellitari del mese di dicembre hanno evidenziato l’attività delle forze russe, impegnate nella ripavimentazione della pista e nel rinnovamento delle aree di stoccaggio della base. L’obiettivo di rendere operativa tale base aerea sta nel rafforzare i legami tra i partner libici e nigerini della Russia e i potenziali alleati in Ciad. Non solo, questa base contribuirebbe a consolidare l’influenza dei quattro paesi sulle reti di contrabbando nell’area di confine del deserto. Altre fonti locali hanno in seguito segnalato ulteriori sviluppi in corso alla base, suggerendo la possibilità di un trasferimento all’Africa Corps della Russia, nonché l’interesse di altri attori, come gli Emirati Arabi Uniti, per assumere il controllo della situazione. 

Dunque, la Russia sembra intenzionata a mantenere la sua influenza nel Mediterraneo e a contrastare quella occidentale, tentando di sfruttare il vuoto di potere generato dalla persistente instabilità libica. Tuttavia, ciò comporta anche il rischio di creare tensioni interne e con altri attori internazionali presenti nel paese, a causa della volontà di controllare il territorio libico. Dabaiba, ha ribadito che, pur riconoscendo la Russia come una grande potenza con ambizioni in Africa, lui ed il suo governo si opporranno fermamente a qualsiasi presenza non autorizzata in Libia. Lo stesso Dabaiba che al contempo ha lasciato carta bianca ad Ankara per operare sul territorio.

Camilla Montanari

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