Federalismo libico: minaccia o soluzione?

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LIBIA – Tripoli 28/10/2013. La situazione politica in Libia non sembra stabilizzarsi.

Due principali quotidiani libici, “Al Watan Allibia” e “Libia Al Mustakbal” riportavano sulle prime pagine del 27 Ottobre 2013 che la regione di Barqa, ovvero la regione della Cirenaica, ha dichiarato la formazione del suo governo autonomo da quello di Tripoli, richiamandosi alla vecchia costituzione libica del 1951 vigente sotto re Idris, capo di Stato fino al golpe di Gheddafi nel 1969. Il Congresso Nazionale Generale libico si rifiuta di riconoscere la regione di Barqa e Zeidan ha espressamente dichiarato che un governo autonomo è inattuabile se si vuole preservare l’unità del paese.

Ahmed Zubair al-Senussi guida le file del movimento, eletto secondo alcune fonti da quasi cinquemila capi tribali, politici, attivisti e accademici. Per la sua lunga detenzione, durata ben 31 anni dal 1970 quando fu accusato di complotto contro Gheddafi, al-Senussi, 79 anni, è considerato il “Mandela libico” ed è tuttora membro del Congresso. Non stupisce quindi che una figura così carismatica sia stata in grado di catalizzare le istanze federaliste della regione e farsi portavoce dei suoi interessi. In un’intervista telefonica con la Cnn ha dichiarato che lui e i suoi seguaci non vogliono la completa separazione dalla Libia ma che, attraverso il federalismo, si possa costruire un paese più solido. Al-Senussi ha infatti dichiarato che il governo di Tripoli debba comunque occuparsi di materie come la difesa e il tesoro, ma che allo stesso tempo consegni l’amministrazione di materie sociali (sanità ed educazione) nelle mani del governo regionale. Il leader ribadisce allo stesso tempo che la sicurezza e la protezione dalle milizie illegittime deve essere una priorità e che non si approprierà delle riserve petrolifere della regione perché questi giacimenti rappresentano una fonte di ricchezza e di sussistenza per tutto il popolo libico «dovrebbe essere scritto nella costituzione» tiene a precisare.