Proteste contro il Cng libico

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LIBIA – Tripoli 07/02/2014. La sicurezza è stata rafforzata in seguito alle proteste del 7 febbraio contro l’estensione del mandato del Cng che ha protratto la fase di transizione politica della Libia.

Le proteste hanno fatto seguito ad un attacco notturno contro il quartier generale dell’esercito. Molte fazioni rivali, armate, si sono schierate sia a favore che contro il Cng e la sua decisione. Il ministro dell’Interno ad interim Seddik Abdelkarim, già scampato ad un tentativo di assassinio a fine gennaio, ha ordinato il 6 gennaio alle forze di sicurezza di «proteggere i manifestanti pacifici». Ma il movimento “Nessuna “Estensione” , che ha promosso una serie di manifestazioni che chiedevano lo scioglimento del Cng, ha espresso la sua preoccupazione per il rischio di escalation volente e ha annunciato di non voler organizzare proteste il 7 febbraio, perché «date le attuali tensioni, non possiamo garantire la sicurezza dei manifestanti (…) Con così tanti gruppi armati, temiamo che le cose possano sfuggire di mano» si legge in un comunicato. L’insicurezza crescente in Libia è stata evidenziata nuovamente nella capitale durante la serata del 6 febbraio, quando un gruppo di uomini armati non identificati ha cercato di entrare nel quartier generale dell’esercito scontrandosi con le guardie. «Gli aggressori hanno distrutto dei mezzi e hanno rubato delle armi prima di ritirarsi», ha detto il colonnello Ali al- Sheikhi  ripreso dal quotidiano libanese Nahanet. Un’altra fonte militare ha dato una versione diversa dei fatti, dicendo che si è trattato di scontri dopo una rissa tra i soldati. La Cng era stata eletta nel luglio 2012 con un mandato di 18 mesi che avrebbero dovuto chiudersi il 7 febbraio; ma il 3  febbraio ha ratificato la decisione di estendere il suo mandato fino a dicembre 2104, nonostante l’opposizione di gran parte della popolazione che critica l’incapacità di arrestare caos e anarchia. Gruppi islamici di ex-ribelli, hanno detto di essere vicini all’esercito, si sono schierati con il Cng; i gruppi armati di Misurata hanno definito l’assemblea «una linea rossa» da non valicare. Ma gli ex ribelli provenienti da Zintan, nelle montagne a sud ovest di Tripoli hanno promesso di proteggere qualsiasi movimento popolare che vada contro il Cng.