Tripoli brucia

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LIBIA – Tripoli 30/o7/2014. La Libia ha superato l’orizzonte degli eventi.

Nel buco nero che è oggi il paese, occorre inserire anche il grande incendio che da tre giorni devasta Tripoli in mezzo al caos degli scontri che investono anche l’impianto di stoccaggio della Brega Oil and Gas Co. L’impianto di stoccaggio brucia a tal punto che le fiamme sono visibili da satellite e ili prezzo del carburante nel paese è schizzato alle stelle. L’impianto Brega è sotto il controllo delle milizie più importanti di Zintan. Queste milizie, in particolare quelle di Uthman Mulayqithah al-Qaqaa e di Isam al-Trabulsi al-Sawaiq, hanno combattuto le milizie islamiste di Misurata che avevano attaccato le loro posizioni presso l’aeroporto di Tripoli il 13 luglio. Nel caos fioriscono iniziative dolomitiche e politiche per far “scoppiare la pace” o imporre un stregua. Da un lato l’ex ministro della Difesa, Osama al-Juwali è con le forze di Zintan, l’ex parlamentare Salah Badi è con quelle di Misurata.
Badi era stato originariamente nominato capo dell’intelligence militare di Nuri Abu Sahmain, il capo islamista del Congresso generale nazionale, ma era stato bocciato dall’apparato militare. Attualmente sta coordinando le Libia Shield Forces, insieme con le forze del Ministero degli Interni libico. Il tasso di violenza in Libia è stato elevato quest’anno: luglio è stato di gran lunga il mese peggiore per gli omicidi. Secondo il Libia Body Count, fino ad oggi nel 2014, circa 650 persone sono state uccise in maniera violenta, tra questi 348 sono stati uccisi a luglio 2014 e decine nello scorso fine settimana. A Bengasi, i combattimenti tra islamisti e forze guidate da Khalifa Hifter si stanno facendo sempre più sanguinosi. Le forze di Hifter sono stati rafforzate dalle defezioni dell’ex capo della forza aerea Saqr al-Jaroushi, dal vertice della marina Hassan Abu-Shannaq, e dal capo delle forze di difesa aerea Jomaa al-Abani. Hifter ha pubblicamente dichiarato che intende creare quello che chiama il Consiglio Supremo delle Forze Armate in Libia.
Nei combattimenti, il 27 luglio, è morto Ahmed al-Zahawi, il fratello di Mohammed Ali al-Zahawi, il leader di Ansar al-Sharia in Libia. Messaggi sui social media del gruppo indicano che durante il fine settimana Ansar al-Sharia ottenuto e usato armi e artiglieria. Alleate con le forze di Hifter a Bengasi ci sono la Brigata Saiqa del Col. Wanis Bukhamada, e il leader tribale Ezzedin Wakwak, che ha concesso a Hifter l’uso della base aerea di Benina. Contro di loro ci sono tre milizie islamiste: la brigata Martiri del 17 febbraio di Ismail al-Sallabi e la Rafallah al-Sahati, guidata da Mohamad al-Gharabi, e lampiù importante, Ansar al-Sharia di Zahawi. Bengasi è talmente pericolosa che i membri della neo eletta Camera dei rappresentanti, che aveva deciso di spostare la sua sede da Tripoli a Bengasi, sta progettando di trasferirsi a Tobruk. Il governo libico ha costituito un team guidato da Mustafa Abdul Jalil, ex capo del Consiglio nazionale di transizione, per negoziare un cessate-il-fuoco con le milizie, ma ben poco si è raggiunto finora.