LIBIA. Bengasi taglia tutti i legami con Ankara

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Il governo ad Interim libico ha tagliato tutti i legami, sia politici che economici, con Ankara e si è di fatto anche ritirato dall’accordo di Skhirat che diede vita al Gna, guidato da Fayez al serraj, facendolo de facto decadere.

Il Parlamento libico ha votato all’unanimità il 4 gennaio per tagliare i legami con la Turchia e chiudere le ambasciate nei due Paesi. Il parlamento ha deferito al pubblico Ministero il governo dell’Accordo Nazionale, Gna, guidato da Fayez al-Sarraj e dal suo ministro degli Esteri e si è rifiutato di ratificare l’accordo tra la Turchia e il Gna, riporta Al Arabiya.

Il capo della commissione Difesa in parlamento ha anche chiesto che al-Sarraj sia accusato di tradimento. Il capo del comitato degli Esteri ha annunciato che il Parlamento avrebbe chiesto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di tenere una sessione d’emergenza. Il comitato straniero ha anche chiesto un’azione internazionale e araba per prevenire l’interferenza turca in Libia.

L’incontro si svolge dopo che in precedenza i legislatori turchi hanno approvato un disegno di legge che approva un dispiegamento militare in Libia per sostenere il riconosciuto Gna di Tripoli, riconosciuto dall’Onu. Il parlamento di Ankara ha votato con 325 voti favorevoli e 184 contrari. 

Da un punto di vista economico è da sottolineare in modo particolare la decisone presa nei giorni precedenti di diverse società libiche, soprattutto in ambito energetico di interrompere i contratti con società turche. Si tratta in particolare della Ras Lanuf Oil and Gas Company e della Agoco. 

Anche il sindacato dei lavoratori del settore petrolifero ha chiesto a tutti i sindacati e alle società la fine dei rapporti con società turche e di supportare LAAF. In questa maniera si “riaprono i giochi” sulla presenza nel settore: potrebbe trattarsi di un buon modo per rimettere piede o rafforzare la posizione dell’Italia, presentandosi a rimpiazzare le società turche. Si tratterebbe di un modo per rafforzare la propria presenza evitando di perdere terreno rispetto a turchi e altri paesi e ovviamente darebbe continuità economica alle società libiche. 

Tommaso dal Passo