LIBIA. Anche i Toubou vengono a Roma per mediare

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La morte di un generale del LNA, la cittadinanza ai mercenari ciadiani e i Toubou a Roma, hanno caratterizzato la dinamica social media libica.

La politica interna libica è stata largamente oscurata, sia sulla stampa locale che sui social, dalle celebrazioni dei funerali del generale Abdul Wahab Al Maqri, comandante della 9a brigata del LNA e figura prominente di Tarhuna all’interno degli alti ranghi dell’esercito guidato dal generale Khalifa Haftar. Il generale è stato ucciso con un comandante ed un soldato della medesima brigata presso il fronte a sud di Tripoli da un bombardamento tramite droni. Contenute manifestazioni di giubilo nella capitale, da parte dei miliziani del GNA, hanno fatto da contraltare ad una decisa partecipazione della cittadinanza di Tarhuna alle esequie.

Sulla gestione dei droni turchi nello scenario libico, le milizie del GNA ora starebbero pagando i civili a Tripoli ben 5mila dinari libici, pari a circa 3500 dollari USA, al mese per poter installare le antenne adibite al controllo dei velivoli senza pilota.

Altro tema di fondamentale importanza è legato alla decisione del ministro dell’Interno del GNA, Fathi Bashagha, di concedere passaporti e carte d’identità alle popolazioni ciadiane Toubou provenienti da Aouzou. La misura, che ricorda le promesse fatte a quelle popolazioni da parte di Gheddafi, serve probabilmente a coprire il ruolo che i mercenari ciadiani, al soldo del GNA, stanno ricoprendo a Murzuq per destabilizzare l’area ed allontanare le forze pro-LNA. Proprio in quest’ottica si riconosce la Commissione parlamentare di difesa nazionale e sicurezza che ha chiesto un’azione della comunità internazionale contro Bashagha. I Toubou presenti a sud di Murzuq hanno dichiarato il Sultanato Toubou lo scorso 3 settembre e, pochi giorni dopo, il 7 settembre, l’auto-nominatosi sultano ha incontrato il presidente del Consiglio di stato Khaled Al Mashri.

Una delegazione Toubou, nei giorni scorsi, era presente a Roma, così come testimoniato da fotografie della delegazione postate sulla pagina Facebook. Il commento al post evidenziava come sia in atto un nuovo corso di azione fra l’Italia e la popolazione Toubou che aveva osteggiato, durante la colonizzazione, sia gli invasori italiani sia quelli turchi. La delegazione sostiene che l’Italia voglia «scrivere una pagina nuova nei rapporti con il popolo Toubou». Inoltre un account locale, che non ha ripostato il contenuto originale, ha condiviso la medesima immagine sostenendo che la delegazione Toubou sia in visita a Roma dietro invito del governo italiano.

Le Nazioni Unite hanno pubblicato l’ultima risoluzione in materia di Libia, la 2486, in cui ribadiscono la necessità di dare priorità ad un percorso politico fra le fazioni in lotta piuttosto che continuare la lotta per Tripoli. Oltre a riconfermare la fiducia nella missione UNSMIL e nella figura di Salamé come mediatore, per altro riconfermato nel suo ruolo dal segretario generale Antonio Guterres lo scorso 5 agosto, la risoluzione è ritornata su posizioni molto filo-GNA a dispetto delle ultime uscite che contenevano alcune note contro il Governo di Accordo Nazionale. La risoluzione infine ricorda la necessità del ritorno ad elezioni, che la Libia non vede dal 2014, che non si sono tenute, occorre dirlo, a causa del mancato appoggio da parte delle milizie del GNA ai processi negoziali completati con successo nelle conferenze di Palermo ed Abu Dhabi (citati anche nella risoluzione).

Il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi sostiene poi che le organizzazioni terroristiche sono stato usate per distruggere la Libia e la Siria. Anche il coordinamento europeo per l’anti-terrorismo, a riguardo, sostiene che militanti di Daesh sono arrivati in Libia dallo scenario siriano.

Redazione