LIBANO. Riaperto il dialogo con Israele sui confini marittimi

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Il Libano e Israele hanno ripreso i negoziati mediati dagli Stati Uniti il 4 maggio sulla demarcazione dei confini marittimi, sette mesi dopo che i colloqui si erano fermati. Il primo ciclo di colloqui è iniziato a ottobre, ma i negoziati si sono arenati dopo che la delegazione libanese aveva ampliato le rivendicazioni sulle aree marittime contese.

La ripresa dei colloqui ospitati dalle Nazioni Unite, che gli Stati Uniti hanno descritto come «un passo positivo verso una risoluzione a lungo attesa», arriva due settimane dopo che il Libano ha fatto concreti passi avanti verso l’espansione ufficiale dei suoi confini marittimi provvisori, riporta The National.

La mossa, che Israele ha avvertito che avrebbe fatto deragliare i colloqui, è stata approvata dal primo Ministro del Libano, ma è stata bloccata dal presidente. Il presidente Michel Aoun ha sostenuto che gli emendamenti alla zona economica esclusiva del paese devono essere prima approvati dal governo, lasciando la porta aperta alla ripresa dei negoziati questa settimana.

Il progetto di decreto approvato dal primo Ministro ad interim Hassan Diab espande l’area rivendicata dal Libano da 860 chilometri quadrati, sulla base di una mappa che il governo libanese ha inviato alle Nazioni Unite nel 2011, a 2.290 chilometri quadrati. Il 4 maggio, Aoun ha incontrato il ministro della Difesa libanese per discutere la ripresa dei colloqui, che prima ha detto che riflette la volontà del Libano di cercare «risultati positivi che manterranno la stabilità e la sicurezza nella regione meridionale».

Aoun ha incaricato, il 3 maggio, il team di negoziatori libanesi di cercare la «rettifica dei confini in conformità con le leggi e i regolamenti internazionali, così come il diritto del Libano di sfruttare le risorse naturali nella sua zona economica esclusiva». La disputa sui confini marini ha ritardato l’esplorazione di idrocarburi in un’area che potrebbe potenzialmente contenere significative riserve di gas.

Il Libano, che soffre di una delle peggiori crisi economiche e finanziarie che hanno colpito il paese dalla fine della guerra civile, non ha ancora fatto alcuna scoperta commerciale. I colloqui tra i due paesi, che sono tecnicamente in stato di guerra, si stanno svolgendo in un posto delle Nazioni Unite nella città di confine Naquoura.

Graziella Giangiulio