LIBANO. La politica ignora la crisi

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La crisi libanese non torna ancora su un binario politico. Il membro del blocco politico libanese “Sviluppo e Liberazione”, il deputato Qassem Hashem, ha indicato che «la sessione legislativa sarà molto ordinaria e avrà a che fare con la legge elettorale e le modifiche necessarie ad essa, come la modifica delle scadenze e alcuni aspetti tecnici questioni legate alla data delle elezioni. Questi emendamenti mirano a migliorare la legge in modo da non avere contestazioni sulla norma. Si aspetta l’approvazione della legge relativa alla quota delle donne, ricordando che il Blocco Sviluppo e Liberazione è tra i più entusiasti della sua adozione».

In risposta a una domanda riguardante la riattivazione del lavoro di governo e il ritorno del gabinetto al suo lavoro, ha sottolineato in un’intervista al quotidiano Al-Anbaa, che ciò non è successo, e come ha dichiarato il primo Ministro Najib Mikati, «non c’è e non ci sarà una sessione di gabinetto prima di risolvere la crisi, e le comunicazioni alla stampa sono congelate al riguardo».

Quanto a quello che si aspetta dalla riunione del Consiglio Supremo della Magistratura con il giudice Tariq Al-Bitar, Hashem ha detto: «Niente, perché questa è la prima riunione del Consiglio della Magistratura dopo le recenti nomine. Quanto poi, cosa accadrà con Bitar, non lo so, e giovedì potrebbe esserci una seconda sessione».

E mentre la politica continua ad essere ingessata i libanesi si preparano ad un nuovo rincaro del petrolio. Un membro del Sindacato dei proprietari di stazioni di servizio, George Al-Barraqs, prevede che «nelle prossime settimane assisteremo a continui aumenti dei prezzi di combustibili come benzina, diesel e gas, a causa dell’aumento del prezzo globale del petrolio, che ha toccato gli 85 dollari, rilevando che il motivo del suo rialzo è dovuto al ritorno dell’economia globale alla sua posizione naturale».

In una telefonata all’Agenzia di stampa nazionale, Al-Barraqs ha poi detto: «D’altronde il prezzo del carburante risente del cambio locale del dollaro, che ha superato le ventimila sterline, e questo porterà il prezzo della benzina a raggiungere trecentomila sterline durante le prossime tre settimane», riporta LbWordNews.

Al-Barraqs si aspettava anche «un ulteriore aumento del prezzo di un barile di petrolio perché l’Opec non ha aumentato la sua produzione, che ammontava a 486.000 barili al giorno, con l’aumento della domanda di petrolio».

Graziella Giangiulio