LIBANO. La pazienza strategica di Hezbollah mostra le sue debolezze

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Hasan Nasrallah ha mutato la linea politica e operativa di Hezbollah in Libano, Siria e Iraq.

Si può trarre questa conclusione ascoltando una sua intervista messa in onda da Radio Noor, e ripresa poi da al Arabiya. 

Di solito, la retorica di Hezbollah è fatta di minacce e intimidazioni, tuttavia, Nasrallah ha assunto un tono diverso parlando di Siria: «Allora perché non ci stiamo vendicando degli attacchi di Israele in Siria? Perché non creiamo la stessa equazione in Siria come in Libano? Perché la nostra missione in Siria non è finita – stiamo ancora cercando di sconfiggere i gruppi armati. Questa è la nostra priorità», utilizzando “pazienza strategica”.

Hezbollah preferirebbe evitare una guerra con Israele che rischia di allargarsi debordando dalla Siria e che potrebbe vedere colpire le infrastrutture in Iraq e in Libano. Inoltre Hezbollah soffre di una crisi finanziaria, creata dalle sanzioni Usa sull’Iran, che impedisce loro di finanziare e preparare un’altra guerra con Israele.

Comunque sia Hezbollah non ha piani immediati di ritorsione contro Israele in Siria: Nasrallah ha detto che combattere i gruppi armati in Siria è più una priorità per Hezbollah che resistere a Israele: si tratta di un fatto che indica debolezza e disponibilità al compromesso.

Venendo a temi economici, altro compromesso è il tema dei negoziati Fmi-Libano. Anche se ha detto che ci sono alternative migliori al Fondo, ha anche detto che Hezbollah sta «aprendo la porta ai libanesi per discutere le condizioni del Fmi, che siano umilianti o meno… se ci impongono condizioni realistiche, è grandioso. In caso contrario, ci rivolgeremo a soluzioni alternative». Per Hezbollah accettare le condizioni del Fmi sul Libano, significa che il partito e i suoi sponsor iraniani non possono realmente offrire un’alternativa per salvare il Libano.

Al di là della retorica le parole di Nasrallah mostrano le paure di Hezbollah, piuttosto che la fiducia, e che la paura è radicata nella visione del partito sulle tendenze regionali e un ulteriore deterioramento della loro presenza e del loro controllo in Libano e nella regione.

Per vent’anni, Hezbollah si è concentrato sulla traduzione ideologica delle sue “vittorie divine” piuttosto che tradurle in una visione economica e sociale al servizio del Libano; Hezbollah ha sostenuto politici corrotti e ha permesso a dittature come l’Iran e Siria beneficiare e distruggere l’economia libanese.

Ora che l’economia è crollata, il partito di Dio, invece di offrire un piano socio-economico praticabile per spianare la strada, ha continuato a sostenere lo stesso sistema che ha portato al crollo; preoccupandosi che la prossima volta la popolazione se la prenderà anche con loro. La nuova retorica di Nasrallah non significa che Hezbollah cambierà il suo piano per il Libano o altererà la sua strategia regionale, è solo un tentativo di guadagnare tempo fino a quando qualcosa non cambierà di nuovo nella regione rendendo di nuovi l coraggio ad Hezbollah.

Antonio Albanese