LIBANO. La guerra è dietro l’angolo

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Il governo provvisorio di Nijab Mikati si trova a dover affrontare la possibilità di un coinvolgimento del proprio Paese in una guerra contro Israele in un momento estremamente critico dovuto ad una crisi finanziaria in corso dal 2020 e dalla difficoltà di garantire un governo stabile al Paese. Infatti, dai risultati delle ultime elezioni tenutesi il 15 maggio 2022 è emersa una situazione caratterizzata dalla formazione di nuovi assetti politici, in cui nessun partito o alleanza è riuscito a ottenere i 65 seggi in Parlamento necessari per ottenere la maggioranza. La difficoltà di trovare ulteriori accordi tra i partiti per la creazione di un governo e la scadenza del mandato presidenziale di Michel Aoun prevista ad ottobre 2022 hanno costretto alla nomina di un governo ad interim con la nomina di Najib Mikati a Primo Ministro.

Le questioni principali che si sono immediatamente proposte al governo di Mikati sono state l’elezione del Presidente del Libano e la nomina del Governatore della Banca del Libano, ricoperta ad interim da Wassim Mansour dopo le dimissioni di Riad Salameh. La soluzione di queste due nomine è necessaria per risolvere la questione politica della creazione di un governo stabile e per poter meglio far fronte alla crisi finanziaria in corso dal 2020. Inoltre, a questi due problemi si è recentemente aggiunta la questione della nomina del Capo di Stato Maggiore della Difesa in vista della scadenza del mandato di Joseph Aoun prevista il 10 gennaio 2024.

Il Libano si sta dunque trovando di fronte alla possibilità di essere coinvolto in un conflitto contro Israele in un momento in cui il governo attuale non ha la possibilità di risolvere una situazione capace di causare un vuoto di potere politico, finanziario e securitario.

Proprio l’impellenza della situazione attuale potrebbe essere capace di sbloccare l’impasse politico in cui si trova il Libano creatosi dalle elezioni nel 2022. Infatti, questa settimana, i quotidiani locali hanno riportato la notizia di una serie di consultazioni che hanno visto come protagonista Gebran Bassil, leader del Movimento Patriottico Libero. Dopo un incontro con il Primo Ministro Najib Mikati, Bassil ha tenuto una consultazione con Walid Jumblatt, capo del Partito Socialista Progressista. In occasione di questi incontri entrambi i leader dei due partiti hanno concordato sulla necessità di trovare un’intesa per preservare l’unità nazionale e garantire la formazione di un governo a fronte delle attuali circostanze cui è soggetto il Paese. Sembra essere emersa una comune volontà di collaborazione per risolvere le questioni più impellenti e per formare un governo stabile. Infine, il leader del Partito Socialista Progressista, con un chiaro riferimento ad Hezbollah, ha sottolineato la necessità di mantenere il controllo sulle operazioni condotte nel sud del Paese per evitare incidenti capaci di innescare un’escalation.

La successiva telefonata avvenuta tra Gebran Bassil e Hassan Nasrallah, Segretario Generale di Hezbollah, sembra aver avuto l’obiettivo di trovare un accordo tra le parti. Il quotidiano locale Daily Beirut ha riportato che i due leader hanno affrontato una serie di questioni, concordando sulla volontà di trovare accordi per rafforzare l’unità nazionale e sulla necessità di mantenere il controllo sugli eventi nelle aree meridionali del Paese.

Sembra che i risultati delle consultazioni tenute da Gebran Bassil questa settimana si siano già fatti sentire. Infatti, nei giorni successivi viene riportato che il livello di comunicazione tra il Partito Socialista Progressista ed Hezbollah è recentemente aumentato, includendo nelle consultazioni anche un maggiore coordinamento riguardo alla ricerca di soluzioni ai problemi della politica interna. Sebbene sia ancora estremamente presto per fare delle previsioni, è innegabile che le consultazioni di questa settimana stanno mostrando una presa di coscienza da parte dei partiti della necessità di risolvere le questioni di politica interna per permettere al Paese di affrontare le difficoltà e i rischi ai quali è attualmente sottoposto. Inoltre, l’apparente distensione dei rapporti tra Hezbollah e il Partito Socialista Progressista mediata da Gebran Bassil è potenzialmente capace di rendere il leader del Movimento Patriottico Libero il perno di una futura unità nazionale.

Pietro Zucchelli

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