LIBANO. La Banca centrale chiede una riforma del settore. Il ministero degli Esteri punta sulla 1701 per la ricostruzione

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Il nuovo governatore della Banca centrale Kareem Saeed ha chiesto la ricapitalizzazione delle banche commerciali per aiutare a rimborsare i depositi e ristrutturare il settore finanziario. Ha promesso di combattere la finanza illecita e ha esortato le banche ad aumentare il capitale o a fondersi. Saeed ha affermato che la banca pubblicherà aggiornamenti tramite report, evitando apparizioni sui media.

Il governatore facente funzione Wassim Mansouri ha sottolineato che il recupero dei depositi richiede un piano governativo completo e ha notato il ripristino dei legami con le banche corrispondenti, proteggendo il settore bancario libanese dalle ricadute della lista grigia. Il Libano dunque prosegue la sua ricerca di normalizzazione interna. 

A fare da eco a queste parole quelle del Ministro degli Esteri libanese Youssef Raji: “”Nessun aiuto o ricostruzione senza che il Libano rispetti gli impegni richiesti”. “La normalizzazione con “Israele” e i colloqui politici diretti non sono opzioni”. “L’esercito si comporta bene a sud, ma “Israele” e gli Stati Uniti chiedono il disarmo a nord del Litani”. “Solo le forze designate dallo Stato possono portare armi in base ai termini del cessate il fuoco”. “Le risoluzioni internazionali sono fondamentali per la pace, la stabilità e l’attrazione del sostegno”. “Non abbiamo capacità militare, quindi perseguiamo sforzi diplomatici per garantire il ritiro israeliano”. “La piena attuazione della risoluzione 1701 è una richiesta globale”. “Chiediamo il completo ritiro israeliano e il ritorno all’accordo di armistizio del 1949”. 

Nonostante le pressioni degli Stati Uniti dunque il Libano non vuole iniziare la via della normalizzazione con Israele sul modello del Marocco o degli Emirati Arabi Uniti. Anche se le voci in tal senso sono in aumento; il momento è molto delicato. 

Le ferite inferte da Israele alla comunità di Hezbollah, ma anche a quella cristiana e araba sunnita in quanto confinanti con Hezbollah fanno ancora male. 

Infine sempre Youssef Raji ha parlato dei rapporti con la Siria: “Il Libano esaminerà o annullerà tutti gli accordi siriani che non servono ai suoi interessi”. “Le discussioni legali con il nuovo governo siriano devono ancora iniziare”.

Lucia Giannini

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