Libano: non libereremo i leader terroristici

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LIBANO – Beirut. 13/10/14. In Libano è polemica sullo scambio dei prigionieri con ISIS. Numerose famiglie, i cui figli sono in mano alla Stato Islamico si stanno recando presso le autorità per insistere nello scambio dei prigionieri. 

 

Isis chiede il rilascio di prigionieri detenuti a Roumieh la prigione centrale ed in altri istituti. Ma le autorità insistono sul fatto che non è possibile barattare certi prigionieri perché rilasciandoli si condannerebbe il Libano a un destino ignoto. 

Il governo ha portato il messaggio ai genitori e afferma con chiarezza: «Non abbiamo alcun problema sul principio del baratto, ma la differenza tra i detenuti nelle nostre prigioni e i soldati in mano a ISIS è troppo elevato». A quanto si apprende dalle testate libiche ISIS avrebbe chiesto il rilascio di leader della prima fila del terrorismo, Kanaam Abbas e K. Dfterdar e Omar al-Atrash, oltre a Jumana Hamid ibn Arsal presi prigionieri durante la esplosione dell’autobomba  di Naeem Abbas. Si tratterebbe per lo più di terroristi che hanno pianificato bombardamenti ed esecuzioni a Haret Hreik e Bir al-Abed, Ruwais e Hermel. Impossibile dunque rilasciare questi prigionieri in cambio dei militari. Gli unici scambi che si possono fare è con i militanti o detenuti arrestati durante le retate, fanno sapere dal governo. Il governo è disponibile a trattare su altri fronti: con gruppi dei detenuti tra i combattenti che sono stati cacciati da Arsal dopo il cessate il fuoco e l’avvio dell’iniziativa di deportazione di queste persone all’estero. 

In secondo luogo – può essere concesso a ISIS detenuti arrestati durante le incursioni condotte dall’esercito nei campi per i siriani sfollati dopo. 

In terzo luogo – si può prevedere un trade-off sull’introduzione dei feriti agli ospedali Neem nel campo di Arsal per il trattamento.  In quarto luogo – vi potrebbe essere quella di aprire un corridoio sicuro per i ribelli, a condizione che questo sia lo scopo del corridoio, ovvero uscire dal confine libanese.