
Il Libano muove i suoi primi passi verso il disarmo di Hezbollah. Secondo un sondaggio d’opinione condotto dal Centro Consultivo per gli Studi e la Documentazione, il 58% dei libanesi respinge qualsiasi interferenza con le armi della resistenza senza la presenza di una strategia difensiva.
L’11 agosto si è tenuta a Riyadh una riunione sulla sicurezza, presieduta dal Ministro della Difesa saudita Khaled bin Salman e alla presenza del Principe Yazid bin Farhan, per discutere di una serie di questioni comuni tra Libano e Siria, in particolare sicurezza e confini. Israele anche nella giornata dell’11 agosto ha arrestato un trafficante di armi diritto al traffico tra Siria e Libano. Tra i traffici illegali tra i due paesi il traffico di droga.
Hanna Gharib, segretario del Partito Comunista libanese è preoccupato per la situazione libanese: “Le decisioni del governo sono state chiaramente sottoposte a pressioni americane e hanno dato priorità agli interessi di Israele rispetto a quelli del Libano, contraddicendo la dichiarazione ministeriale. Se lo Stato vuole monopolizzare le armi, deve proteggere i suoi cittadini, il suo territorio e la sua sovranità. L’obiettivo di America e Israele è prendere il controllo del Libano, ed è questo che dovremo affrontare”.
Samir Geagea, politico, chiede al governo libanese di invitare la Lega Araba e il Consiglio di Cooperazione del Golfo a convocare sessioni di emergenza per discutere quella che ha definito la minaccia iraniana di un intervento militare diretto, sempre in riferimento al disarmo di Hezbollah.
Il Ministro della Difesa libanese Michel Menassa ha cercato di eludere le domande sulla possibilità che Israele continui gli attacchi in caso di disarmo di Hezbollah, chiarendo che Israele vuole eliminare la resistenza e sostanzialmente consegnare il Paese a Israele.
Giornalista: “Quali garanzie vi sono state fornite sul rispetto dell’accordo da parte di Israele?” Ministro: “Prepareremo un piano per disarmare Hezbollah, e poi vedremo.” W: “E quali impegni ha assunto Israele riguardo al ritiro dal Libano e alla fine degli attacchi?” M: “Prepareremo un piano per disarmare Hezbollah, e poi vedremo.”
In vista della discussione sul mandato della forza di pace delle Nazioni Unite dispiegata nel Libano meridionale (UNIFIL) a fine mese, Israele e gli Stati Uniti (che sono membri del Consiglio di Sicurezza) hanno inviato un messaggio ai membri del Consiglio: senza modificare il mandato della forza o migliorarlo, dal nostro punto di vista di vista, dovrebbe essere annullato.
Infine si apprende dai media che lo sceicco Abdul Majeed Ammar dopo l’incontro con una delegazione di Hezbollah e del Fronte d’Azione Islamica ha dichiarato: “La decisione del governo mette l’intero Paese sull’orlo del collasso. La resistenza è un diritto legittimo per contrastare l’occupazione. La logica della tutela e del colonialismo che prevale oggi è inaccettabile per chiunque. Oggi è in atto una cospirazione di vasta portata contro il Libano nel suo complesso, e noi del Fronte d’Azione Islamica abbiamo resistito e affrontato questa cospirazione nel Libano meridionale, e siamo preoccupati per la resistenza. Il Piano Barak è un progetto sionista per eccellenza, e il governo sta discutendo di questo progetto invece di discutere della strategia di difesa nazionale. La resistenza di Hezbollah non è stata settaria o confessionale, ma piuttosto preoccupata per l’intero Paese, e ne siamo orgogliosi. La razionalità con cui Hezbollah sta affrontando questo attacco contro di esso, e noi siamo al fianco di Hezbollah e di tutta la resistenza nel sventare questa cospirazione. La decisione del governo mette l’intero Paese sull’orlo del collasso”.
Luigi Medici
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